• apr
    04
    2014

Album

Autoprodotto

Add to Flipboard Magazine.

Nati sulle ceneri gotiche dei molto apprezzati (pare) Chants Of Maldoror, i Sorry, Heels hanno scelto di seguire strade più composite in un’ottica indie disposta ad aggirarsi tra wave brumosa e slanci hard-psych disinvolti, come dimostrava il buon ep d’esordio Wasted dello scorso anno. Il rischio in questi casi è farsi prendere dalla fregola di tagliare i ponti col passato e finire far sembrare questa versatilità una mascherata, enfatizzando la devozione ai modelli di riferimento senza valorizzare una cifra espressiva propria.

Ma i quattro frusinati hanno dalla loro un asso di briscola: il suono. Una fibra scura e selvatica, impetuosa e ipnotica, abbastanza diretta da non perdere la fragranza e la durezza da impatto (quasi) live. Perciò, pur nella varietà spiccata delle cinque tracce in programma, la proposta appare unificata da una stessa tensione, che attraversa l’inquietudine desertica tra vampe dark di Where The heart Is e agita la tempesta hard psych in coda a Longing For Distance, strattona la tagliente The Lapse (come una fuga in avanti uterina dei Joy Division o un orgasmo cupo delle Hole) e scuote il dream pop arrugginito riot grrrl di Secretly Done, mentre in A Song From Below è la vibrazione sotto la filastrocca insidiosa da Siouxsie narcotizzata shoegaze.

La sensazione è che col tempo possano soltanto guadagnarci in disinvoltura e intensità. Per conferme non resta che attendere l’album di debutto, al quale stanno già lavorando.

 

30 Aprile 2014
Leggi tutto
Precedente
Furtherset – How To Be You Furtherset – How To Be You
Successivo
Blonder – Radio EP Blonder – Radio EP

album

artista

artista

artista

artista

Altre notizie suggerite