• Apr
    01
    2012

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Hairy Spider Legs

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Toying with certain traditions but never fully embracing one, STITSR remains a truly unique vision of the personal and mystical and is not for the casual listener”. Definizione autografa che è forse la forma più calzante per definire in poche parole l’universo sonoro delle fattucchiere del weird folk 2000. Dopo quattro dischi dalle tonalità arcigne, il “casual listener” dovrà ancora una volta astenersi dal presenziare alle cerimonie di questo nuovo album delle streghe dell’Illinois. Stavolta si cambia, in parte, registro, in virtù del fatto che della formazione originale sono rimaste in due, il cuore creativo d’altronde, ovvero Kathleen Baird e Taralie Paterson. Il risultato è un disco dal taglio molto più acustico, dove i microfoni registrano in presa diretta e le timbriche degli strumenti, mai come questa volta, si giovano dei riverberi dell’ambiente.

Ancient Patience Wills It Again è un lavoro dal taglio torvo e lunare, dove vengono messe da parte le espressioni più ruvide. Ci si accorge subito con l’iniziale Veiled Undertow, che tutto sembra uguale, eppure tutto è diverso. Le note sostenute di viola e violoncello e il ricamo del banjo introducono ad una ballad crepuscolare, notturna e intima, ma dai risvolti ingannevoli, con le doppie voci della Patterson che ululano sinistramente. La successiva Grandma probabilmente è il capolavoro del disco. Horror fiabesco nel solco della tradizione delle nursery rhimes. I vuoti hanno la stessa importanza dei pieni e la mortuaria cadenza ritmica, poco più di un colpo alla grancassa di uno strumento acustico rappresenta forse l’espressione più sperimentale delle musiciste di Decatur, che è già tutto dire visto l’inarrestabile vena creativa degli arrangiamenti. Se in passato Harry Partch era stato un dogma espressivo invalicabile, le STITSR ormai piegano la prassi del maestro secondo le proprie personali intuizioni. Otto minuti di saliscendi acustici con una continua incursione di chincaglieria varia ad scuotere la traccia trascinandola in un ondivago dormiveglia onirico, in un modo che fa il paio con la Josephine Foster austera e acida di Auf einer Burg.

Il goticismo folk dei violoncelli di Child of The Snow, umilia il più spettrale dei video messo in rete dalle sigle witch-house. Richiami a The Incredible String Band e Diamanda Galas non mancano nella tragica nenia di November, mentre la fisarmonica acida di Well Tempered, è un altro segnale tangibile della sfrenata maestria degli arrangiamenti e della magia che in due, con pochissimi tocchi strumentali, riescono a raggiungere. Kathleen Baird e Taralie Paterson, mettono in un angolo le freakerie più rock, senza smarrire nulla della propria stravagante visione artistica. Anzi, si direbbe che da sole riescono a raggiungere con molta più facilità la scatola nera della propria musica, che mai come in questo caso è mossa dalle ombre, dalle fasi lunari, dai ritmi interni delle stagioni e in definitiva da una visione del tutto personale e femminile dei battiti nascosti dell’esistenza.

26 Aprile 2012
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