• Set
    01
    2012

Album

Niente

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Laterale se non proprio borderline, St.ride è quanto di più sfuggevole ci sia nel panorama italiano oggigiorno. Tanto da risultare quasi invisibili anche agli addetti ai lavori. Ce ne scusiamo con i diretti interessati e in occasione dell’uscita del nuovo Quando Arrivo Arrivo, recuperiamo anche il precedente Tutto Va Bene.

Passo obbligato, visto l’abisso di disagio vomitato in faccia all’ascoltatore nelle dieci tracce del secondo. Un rifiuto, una condanna, un j’accuse alla contemporaneità material-tecnologica esposta sotto le spoglie di un post-punk cattivo e sintetico, inasprito da un cantato che rifiuta in toto l’atto stesso del cantare. Che declama e stratifica parole in toni neutri, robotici su sottofondi post-Suicide, resi fondali marci di una società industriale in completo sfacelo.

Electro-pop disturbante e alienato, privo di compromessi, da pugno in faccia al perbenismo e ai benpensanti, critico e feroce, ideologicamente prima ancora che musicalmente. Vergato a sangue non tanto sulle asperità che il mix-up tra Suicide, ebm in acido e industrial-wave synthetica primi anni ’80 può elargire, quanto sulla lucida cattiveria che impregna i testi mai così diretti e spietati. Si ascoltino Turbamento, Autodenuncia e (I Can Get) Soddisfazione per farsi una idea di cosa significhi oggigiorno partecipare ad una seduta psicoanalitica collettiva tenuta da due feroci e lucidi fuori di testa.

Quando Arrivo Arrivo invece spiazza di nuovo l’ascoltatore, dimostrando ancora come di punti fissi nella costellazione St.ride non ce ne siano e, soprattutto, non ce ne sia bisogno. Disco molto più posato, meno aggressivo e diretto rispetto al predecessore, Quando Arrivo Arrivo non è per questo meno doloroso e incompromissorio. Legato ad una idea più marcatamente sperimentale e “dadaista”, vive di quasi-canzoni rumoriste costruite al crinale tra elettrico ed acustico e pervase da uno spirito critico devastante così come da una neanche tanto sottile ironia nerissima.

I loop in cancrena di Ora Ci Provo, le ritmiche fratturate di Caffè Con L’Utopia, l’electro sottocutanea di Scorrevole Balera, l’idm di risulta di Accelerazione Anagrammatica, le convulsioni (a)ritmiche di Su E Giù Per L’Esofago, il cantato spezzato di Canotto Con Cartella ci svelano l’ennesimo volto di un Giano Bifronte dello sperimentalismo italiano e una grande certezza: St.ride è in assoluto il segreto (purtroppo) meglio nascosto della scena out italiana.

13 Settembre 2012
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album

St.ride

Tutto Va Bene / Quando Arrivo Arrivo

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