• mar
    17
    2017

Album

Plastica Marella

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In anticipo su moltissimo – arte, fumetti, visioni (d’insieme), disagio, morte da rockstar – Tamburini dimostra con questo scavo d’archivio voluto da Plastica Marella, di esserlo stato anche sul versante musicale, sia di qua (il lato del “musicista”) che di là (quello della “critica musicale”) della barricata: ennesima dimostrazione della grandezza dell’uomo e dell’artista, visto che, fino in fondo, né musicista né tantomeno critico musicale è mai stato.

Questo Thalidomusic For Young Babies a firma Mongoholy-Nazy, ovvero lo pseudonimo scelto dall’artista romano per riversare la propria bile sotto forma di gesto no-wave senza compromessi, non è che la sbroccata/rifiuto del povero Tamburini/giornalista musicale quando come Red Vynile non solo prendeva in giro Red Ronnie ma sputava sentenze su Frigidaire stroncando i vari dischi e demotape che gli giungevano a tiro. E, anticipando quell’elefantiasi produttiva (a cui non corrisponde, spesso, un altrettanto equo valore qualitativo) tipica di questi giorni di incertezze, con un moto di ripulsa a metà tra il gesto artistico iconoclasta e la rivendicazione del proprio essere “altro” rispetto al panorama di riferimento, prese e confezionò in un delirio di taglia&cuci, un nastro di cut-up presi da vari nastri ricevuti e ascoltati.

Facendo arte (musicale, nello specifico) con ciò che rifiutava (o che gli otturava l’orecchio) non solo prendeva e reinventava il cut-up e lo sgorbio no-wave, ma attuava a suo modo uno degli architrave dell’arte contemporanea, ovvero il riuso, il riciclo, il riutilizzo del “povero” trasformato in qualcosa di nuovo. Musicalmente parlando, perché ha senso pure indagare cosa esca fuori da quelle manipolazioni ante-litteram, le quattro facciate del doppio vinile Thalidomusic For Young Babies si offrono come una sorta di incrocio tra il cut-up plagiarista de-ideologizzato e un frullatone di proto-techno, minimal beat, muzak a 8-bit, scorie industrial, mostri orchestrati, strappi rock, interferenze radio e quant’altro. Tutto sempre senza un vero centro gravitazionale ben identificato ma sempre pronto a capitombolare e riprendere il via senza nessuna soluzione di continuità che non sia il limite fisico del lato del vinile. 10 a Tamburini, 10 a Plastica Marella, 10 all’operazione tutta e “solo” 7 alla “musica”, esclusivamente perché le nostre orecchie sono abituate da decenni a simili Frankestein sonori.

20 giugno 2017
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Stefano Tamburini

Stefano Tamburini – Mongoholy-Nazy / Thalidomusic For Young Babies

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