Recensioni

6.5

Dieci brani per poco meno di cinquanta minuti di puro soul rock, nel nome della nostalgia dei Seventies. Essenzialmente è questa la cifra del quarto album della band inglese Stone Foundation, ensemble di 7 elementi in fissa con una proposta di preciso richiamo a certe sonorità old fashioned. Inteso in questo senso, A Life Unlimited è un disco tanto orgoglioso quanto legato al concetto di retromania: la classicità delle melodie scorre fluida sotto tappeti di organi hammond e fraseggi di fiati (l’opening track Beverley), mentre una sezione ritmica sempre dedita a intrecci strumentali e groove costruisce dinamiche spesso vicine alle basi del soul e del rhythm’n’blues (Something In The Light, con un bel piano wurlitzer in evidenza).

Un disco notturno, positivo, che inizialmente sembra avere più forma che sostanza per poi crescere smisuratamente ascolto dopo ascolto: Pushing Your Love è probabilmente il momento più azzeccato di tutto l’album grazie al giusto equilibrio tra scrittura personale e tradizione. Ma è un momento che dura poco perché gli stilemi in chiave dance-funky di The Turnaround (occhio ai fantasmi di Barry White e Stevie Wonder) riportano indietro le lancette di 40 anni, così come lo swing in minore Speak Your Piece, che è un vero e proprio omaggio a certo jazz uscito da Tin Pan Alley.

A Life Unlimited esplora un paio di decenni centrali per la storia della musica e lo fa in modo pressoché perfetto, esattamente come un giovane di belle speranze svolgerebbe un compitino: in questo senso nulla da dire, missione portata a termine dal punto di vista degli arrangiamenti e del recupero della tradizione. Gli Stone Unlimited mischiano senza soluzione di continuità soul, funky, jazz-rock contando sull’ottima preparazione dei propri elementi: quello che forse manca è una scrittura lievemente più incisiva, che non li faccia immediatamente catalogare come “gruppo di genere”. Ci provano verso il finale, con la decadente piano ballad Old Partners, New Dances, che però è uno strumentale.

La sensazione, dopo svariati ascolti, è quella di una band paragonabile a un giovanotto che si veste come un quarantenne: tempo di svecchiarsi con il prossimo album?

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