• Ago
    27
    2007

Album

Rough Trade

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Quale potrebbe essere il segreto di una band che, giunta all’ottavo album e con più di dieci anni di intensa attività alle spalle, riesce a mantenere alti i propri standard? Nel caso dei Super Furry Animals e di questo loro Hey Venus! – che inaugura ufficialmente il nuovo contratto con la Rough Trade dopo il recente Candylion di Gruff Rhys -, è sicuramente una questione di ispirazione e coerenza, ovvero di abilità nel non alterare il quadro d’insieme aggiungendo un altro tassello. Detto in breve, il frullatore megapop dei gallesi non ha ancora esaurito le batterie: dopo il medio – e pur rispettabile – Love Kraft di un paio d’anni fa, questo è anzi un disco conciso e centrato nella sua squisitezza e genuinità puramente sixties, intriso com’è melodie classiche a sovrastare i consueti impasti psych, in un suono ora rock, ora asciutto, ora orchestrale che riesce – e qui sta il bello – a far spazio alle canzoni in sé.

Si fa presto a lasciarsi prendere dalle suggestioni Spector / Brian Wilson dell’attacco iniziale Runaway / Show Your Hand, dai groove proggy in salsa glam-psych di Into The Night, dalle arie fifties-morriconiane di Carbon Dating, dal trittico finale in odore di Bowie-T.Rex-The Band (l’ineffabile Suckers, la luccicante Battersea Odissey, la solenne Let The Wolves Howl At The Moon); una tracklist che va giù liscia e si fa ricordare, nel suo usuale citazionismo condito di ironia e surrealismo (una consapevolezza della materia pop che fa tanto Zappa/Beatles, per capirci). Di sicuro, Gruff Rhys e compari sono coscienti del fatto che quando mestiere e classe vanno a braccetto, si casca sempre in piedi. Magari Hey Venus! non sarà che un uovo di Colombo, ma ci piace – anche e soprattutto – per questo.

9 Settembre 2007
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