• Ott
    09
    2015

Album
SUZ

Irma Group

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Susanna La Polla iniziò il suo percorso negli anni ’90 come vocalist per il padrino del ragamuffin italiano Papa Ricky. Lacework è ad oggi il suo terzo album, nuovo passo di una valida carriera solista che sembra imbastire un fertile ponte immaginario tra Bologna e Bristol e costituire uno degli esempi italici più eleganti e riusciti di trip hop nel solco di Massive Attack, Portishead e un Tricky (dei tempi belli) meno ombroso del solito.

L’apertura di Billie mostra subito le novità in fase di scrittura implementate dall’artista bolognese in questo nuovo capitolo, con brani che nascono pensati e composti al piano in una canonica forma-canzone nel più primigenio senso del termine. Tra battiti dispari e inquiete spruzzatine wave (Puire Rapture), più regolari passi in 4/4 (King of Fools), ossessioni nerovestite occasionalmente dipanate da inserti pianistici (The Abacist) e puri dub di gran classe (Wall of Mist), lo spettro stilistico è ossimoricamente ampio nella sua uniformità e su tutto si staglia la splendida voce carica di soul di SUZ. Wide Blue Yonder e Lethe sono le due gemme: raffinato trip hop ortodosso direttamente figlio dei già citati Massive Attack e qualche eco Gorillaz il primo (solcato da percussioni tribaleggianti e con una melodia vocale clamorosa), ballata pianistica intensa e innervata da un nervoso beat hip hop la seconda.

Un disco omogeneo e regolare, levigato e senza particolari picchi emozionali gratuiti, elegantemente rilegato dalla voce della cantante bolognese. Cultori e nostalgici del sempre attuale Bristol sound anni ’90 siete avvisati: anche in Italia abbiamo qualcosa da dire (e ascoltare).

1 Novembre 2015
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