Live Report

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Location pregna di storia, e più che suggestiva, per un gruppo al crinale tra storia e mito che per l’occasione presenta, nella sua interezza, un album epocale. Questo, in buona sostanza, il sunto dell’ultimo appuntamento del Sexto’nplugged anno 2014, festival che si tiene nella bellissima Piazza Castello di Sesto al Reghena, piccolo centro in provincia di Pordenone, in cui si sono alternati nelle edizioni precedenti tanti e vari progetti e solisti (Nyman, Glass, Blonde Redhead, Calexico, Cranes, Tindersticks e moltissimi altri), tutti attratti dalla particolarità di potersi esibire in un contesto fuori dall’ordinario (l’Abbazia di Santa Maria in Sylvis) e in modalità non usuali (l’unplugged che dà il nome alla rassegna). Per i Television di un Tom Verlaine in grande spolvero nonostante i 60 e passa anni, però, niente soluzioni acustiche, quanto un “electric show” degno di questo nome per onorare quel Marquee Moon che indubbiamente rappresenta non tanto l’apice della formazione newyorchese, cosa piuttosto scontata vista l’esigua discografia a firma Television, quanto una pietra miliare del rock tutto e non solo in modalità wave.

La vulgata vuole che Tom Verlaine e Richard Lloyd si siano incontrati nella Grande Mela esattamente quaranta anni fa e vederli su un palco (non proprio, ma il senso non cambia poi tanto: le note quelle sono) incastrare le proprie chitarre oggi come allora – a far da discrimine solo capelli bianchi (ove rimasti), una certa indolenza figlia forse della minore confidenza col palco e l’età media degli astanti, meno scalmanati e più tendenti all’ascolto educato – è una gioia per le orecchie. Pubblico agèe com’è giusto che sia (si notano magliette che dai Clash arrivano ai Death In June, passando per Transmisia e underground sommerso e di culto vario) misto a nuove leve twenty-something, compito, religiosamente silenzioso e rispettoso tanto quanto efficace e caloroso negli applausi, aiutato (o frenato, dipende dai gusti) anche dall’assistere seduti ad un live che si gusterebbe forse meglio in piedi; suono non tanto calibrato, specie in partenza, con un eccesso di base ritmica che frena un po’ gli intrecci chitarristici dei due citati sopra, ma che si va via via sciogliendo come si vanno sciogliendo i quattro sul palco e i cuori di chi ascolta con lo scorrere dei pezzi. Pezzi che, a partire dall’omonima title track e passando per l’opener See No Evil e la leggendaria Friction, dimostrano di non sentire addosso i quasi quarant’anni passati dalla loro realizzazione, dando l’ennesima prova della qualità di una musica in grado di superare tempo e spazio: dal budello sporco e maleodorante del CBGB’s di fine Settanta alla splendida location che li ha accolti in uno sperduto paesino friulano.

Potere della musica, ma anche potere dei protagonisti e degli organizzatori, in grado di dimostrare, se ancora ce ne fosse bisogno, che non servono budget illimitati o baracconi senza senso quando si traffica di musica, quanto sincera passione e capacità. Da questo punto di vista, quelli del Sexto’nplugged non hanno bisogno di lezioni quanto di applausi a scena aperta: tanti quanti quelli riservati ai Television e a Marquee Moon.

19 Agosto 2014
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