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7.5

Bel colpo dell’Isbn che decide di pubblicare questo “the best of“ di una delle più interessanti riviste letterarie americane, ovvero The Believer, fondata all’interno della casa editrice McSweeney’s dalla coppia – nella vita e nel lavoro – di scrittori Dave Eggers e Vendela Vida a San Francisco nel 2003.

Siamo nel cuore pulsante della cultura americana contemporanea – che pare non essere per niente in declino, anzi – quello, per intenderci, che ti fa ancora gridare al miracolo e ti fa maledire questo vecchio e spento Paese – sto parlando dell’Italia ovviamente – in cui sei nato e cresciuto. The Believer è più di una rivista, è un vero e proprio luogo di confronto in cui arte, musica, letteratura e cinema dialogano tra loro per bocca dei loro stessi creatori, suggerendo nuove traiettorie, nuove prospettive interpretative e creative.

Si prenda per esempio l’intervista a Jack White, dove il leader dei White Stripes risponde a domande riguardanti esclusivamente il suo vecchio lavoro di tappezziere, o l’intervista “esclusiva” al ninja Ashida Kim dove si parla anche di equivoci club karate-sadomaso. Troverete anche una curiosa esegesi in chiave politico-religiosa del teen-serial Smallville, un’illuminante intervista a David Foster Wallace fatta da Dave Eggers, che intervista anche David Byrne, un saggio sul senso di colpa in tempo di guerra firmato William T. Vollmann, il regista Terry Gilliam che si confida con lo scrittore Salman Rushdie, il grafico Chipp Kidd che chiacchiera con Milton Glaser – ovvero l’ideatore del logo « I ♥ NY» – poi ancora recensioni di motel, forbici da pollo, scarpe con luci, unicorni, cazzuole, adolescenti, lampioni; insomma tutto quello che non troverete mai in una normale rivista letteraria italiana. Poi sfido chiunque a non riprendere in mano l’Ulisse di Joyce dopo aver letto il racconto di Jim Ruland, Dogsbody.

Il tutto è corredato da splendide illustrazioni (Charles Burns,Tony Millionaire e Gilbert Hernandez…). Consigliato a quelli che credono che l’immobilità artistica del post-moderno possa ancora essere superata, come testimoniano queste 240 pagine.

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