• Feb
    22
    2012

Album

Cooking Vinyl UK, Downtown

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In equilibrio tra dream-pop, melodia&tradizione e pop-rock, era partita con il piede giusto la carriera dei Cranberries. Dopo il debutto Everybody Else Is Doing It, e il successivo No Need to Argue, raggiunsero il successo grazie ad una manciata di singoli (Zombie su tutti) che finirono dritti tra i tormentoni dei 90s. C'è stato un momento in cui Dolores O'Riordan rappresentava la giusta alternativa ai principali attori del brit pop inglese e all'esplosione di gruppi post-grunge e punk-pop americani, ma la crisi fu inevitabile e i problemi della cantante e l'ansia da prestazione portarono a To the Faithful Departed, lavoro confusionario e riuscito solo in parte, al quale fece seguito, tre anni più tardi, il più sereno e fortunato Bury The Hatchet. Servì a ben poco il mediocre Wake Up and Smell the Coffee a salvare una band, popolare oramai solamento nell'Europa continentale, specie in quell'Italia che stava contemporaneamente pagando il pensionamento degli Skunk Anansie.

Seguirono due poco memorabili album solisti di Dolores O'Riordan e arriviamo al presente con la reuinion a undici anni di distanza dal trascurabilissimo Wake Up and Smell the Coffee e Roses, il nuovo album aperto da un singolo, Tomorrow, che nel voler essere 100% classic-Cranberries, non è neanche da buttare (e qui la mano dello Smiths-produttore Stephen Street si sente), ma è forse l'approccio rock di Schizophrenic Playboy a riportarli a una certa nostalgica dignità. Le buone notizie finiscono qui: i restanti episodi scorrono soporiferi (Fire & Soul, Waiting In Walthamstow, So Good), tra vocalizzi random (Losing My Mind) e, in generale, mancanza d'idee sia negli arrangiamenti sia in scrittura.

Modesto pop-rock di mestiere, Roses probabilmente finirà negli scaffali o nelle playlist dei fan meno esigenti, gli stessi che acquistarono a scatola chiusa la O'Riordan solista. Niente Zombie, Linger, Dreams, Ode to My Family o anche solo una nuova Promises.

21 Febbraio 2012
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