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7.2

10 anni di attività per Michel Amato. E la recensione potrebbe pure finire qui. Perché di minimal si parla, quando c’è di mezzo il DJ di Grenoble. Il doppio cofanetto contiene un CD mixato per l’occasione e un DVD che spara un live senza piatti, tutto interamente suonato, un documentario con interviste a DJ Hell, Miss Kittin, Oxia e altri pezzi culto: la consacrazione di un personaggio che ha trasformato la techno di Detroit (con le influenze del miglior Jeff Mills), abbassando la battuta e inserendo nostalglia 80 a palate sia dallo studio teorico (Kraftwerk ovviamente) che dall’electro-pop da palco (Depeche Mode, Duran Duran e molti altri).

Il ragazzo che arriva dalla cameretta underground al club facendo esplodere il culto Kittin, annunciandosi come padrino del french touch ancor prima che potessimo immaginare cosa sarebbe poi/oggi successo con Ed Banger, Justice e compagnia bella. Un precursore, una macchina da singoli, che in questa raccolta risalta per la proposta compatta, quasi d’antan, ma che ha in sé idee che spaccano per la coerenza e lo stile.

Non solo la collaborazione con la gatta, ma anche i remix e le serate con Kiko, Alexander Robotnik e David Caretta. 10 anni passano in fretta. Molti si crogiolano all’apice del successo. Qualcuno invece ha una missione: The Hacker uno dei pochi santoni con molte cose da dire. Può piacere o meno, ma siamo (piacevolmente per chi scrive) ‘costretti’ a metterlo nel gotha del panorama musicale elettronico. Lunga vita, Michel.

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