• Set
    01
    2012

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Mercury

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Erano partiti bene i The Killers: il milionario debutto Hot Fuss riuscì a conquistare i più grazie ad un convincente incrocio radiofonico tra la nuova scena indie (Interpol) e melodie da classifica (U2, Duran Duran…). Ad aggravare le cose non fu tanto la – a tratti riuscita – sbandata springsteeniana del seguito Sam’s Town quanto le tentazioni e la produzione tamarra di Day & Age (ed infatti gli italiani hanno apprezzato…) per certi versi precursore della svolta grandeur-glitter-colourful intrapresa poi da altre band pop-rock dal soldo facile.

Archiviata la pratica Day & Age sia Brandon Flowers che il batterista Ronnie Vannucci Jr hanno provato a tirare una riga e ripartire, il primo in modalità solista e il secondo con il progetto Big Talk. In entrambi casi nulla di memorabile.

La seconda fase della carriera dei The Killers inizia con Battle Born (motto presente sulla bandiera del Nevada), un album che a livello di sound cerca di fare il punto della situazione, inglobando vari aspetti che hanno caratterizzato i primi tre lavori della band di Las Vegas. Il Boss modernizzato è sempre dietro l’angolo, soprattutto nei pezzi in grado di catalizzare in contemporanea sia l’epicità da stadio sia le inflessioni melodiche dai toni nostalgici (Miss Atomic Bomb, Runaways) sorrette da accompagnamenti acustici rinforzati da synth e riff elettrici (la titletrack).

Battle Born non è un disco malvagio o stupido a tutti i costi, ma mostra evidenti limiti a livello di scrittura: Heart Of A Girl finisce per non andare da nessuna parte, Deadlines and Commitments si muove tra U2, ’80s e un bridge da boyband anni ’90 (emblematica in questo senso Be Still, con un arrangiamento da Sanremo 1992) mentre The Way It Was e la ballatona Here With Me hanno l’aspetto di riempitivi.

Con una sfilza di produttori mai vista per un singolo album (Stuart Price, Steve Lillywhite, , Brendan O’Brien, Daniel Lanois e Damian Taylor… mancava giusto Rick Rubin) poteva venir fuori un disco privo di personalità, invece Battle Born è un lavoro 100% The Killers capace nei momenti migliori (Runaways) di non far rimpiangere il loro passato remoto, ma che fatica tantissimo a decollare. Accontentiamoci, poteva andare peggio.  

 

12 Settembre 2012
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