• Set
    16
    2013

Album

Somewhat Damaged

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Di album d’esordio baciati da un immediato successo – spesso alimentato da un singolo tormentone – ne abbiamo visti molti e di flop artistico-mediatici dovuti al classico, esasperato, tentativo di ripetere l’impresa una seconda volta, ne contiamo altrettanti. L’obiettivo dei neozelandesi The Naked And Famous era quello di sfuggire a questa rodata parabola discografica con un secondo disco che fosse non solo all’altezza di un debutto – Passive Me, Aggressive You, 2010 – che all’epoca fece piuttosto scalpore (Young Blood n.1 in Nuova Zelanda e riempipista negli indie club), ma anche in grado di portare avanti un percorso di caratterizzazione stilistica degno di una band che volesse lasciare, in qualche modo, un segno.

Il gruppo di Alisa Xayalith e Thom Powers in parte è riuscito nell’intento: frutto di un periodo trascorso in una abitazione del Laurel Canyon (e la mente vola alla haunted house di Blood Sugar Sex Magik), In Rolling Waves riesce a toccare varie sfaccettature sonore senza mai dare l’impressione di essere il parto di una band che, non sapendo che pesci pigliare, le tenta tutte. Non sono rari gli episodi in cui mondi lontani, quasi agli antipodi, riescono a trovare un punto di congiunzione esemplare quanto funzionale. È il caso dell’iniziale A Stillness, capace di unire un approccio acustico di matrice country-pop con un’elettronica notturna in grado di generare sensazioni piuttosto evocative. Anche altrove si tenta la via semi-acustica con risultati però alterni: il crescendo dreampop di scuola ’90s della conclusiva A Small Reunion è uno dei passaggi più alti del disco, praticamente l’opposto di What We Want, invece banale e anonima.

C’è poi una produzione di grande impatto che funge da motore a curvatura in direzione epic rock, apportando mutazioni all’anima synth-pop e modellando trame in parte inedite in casa The Naked And Famous: dal post-rock (la chitarra sul finale della titletrack) a quel minimalismo-wave di derivazione The XX presente nel quasi tributo Waltz (e si potrebbero scomodare anche i nostrani Wolther Goes Stranger per le sovrapposizioni vocali e per la melodia sinuosamente ciclica su cassa dritta). La ricerca del perfetto pop-anthem dà vita a brani caratterizzati da una energia tanto trascinante quanto bombastica: il patinato singolo Hearts Like Ours e le guitar-driven I Kill Giants e Grow Old – quest’ultima non troppo distante da certe cose targate Joy Formidable – sono piacevoli tracce dall’appeal immediato, che tuttavia non lasciano a bocca aperta, soprattutto se la post-adolescenza è un ricordo lontano.

All’interno di In Rolling Waves si fanno largo facili tentazioni mainstream (The Mess ad esempio) e, con esse, alcune facilonerie evitabili; a conti fatti, tuttavia, la sintesi di contemporaneità pop mascherata indie portata avanti dai The Naked And Famous convince più di quella, fin troppo sfacciata, dei Grouplove di Spreading Rumours.

25 Settembre 2013
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