• Apr
    22
    2014

Album

Yebo

Add to Flipboard Magazine.

Tre anni or sono, dopo aver scombussolato la blogosfera con l’acclamato omonimo album di debutto, i The Pains of Being Pure at Heart riuscirono in quello che per il 90% dei gruppi (soprattutto inglesi, ad essere onesti) si traduce in un fallimento, ovvero dare un degno seguito al fragoroso esordio (nel loro caso composto da piccoli classici come Come Saturday e Young Adult Friction) con un secondo capitolo di livello. La band di New York guidata da Kip Berman andò oltre con un secondo album, Belong, che non solo eguagliava il numero di instant-classic dell’esordio (la titletrack e Heart in Your Heartbreak, solo per citarne due) ma mostrava un ben accolto ispessimento delle dinamiche twee-pop in una direzione tipicamente rock (non a caso, un nome spesso citato era quello degli Smashing Pumpkins): in quel memorabile 2011, forse nessuno più di loro riassumeva in tre minuti i principali movimenti revivalistici e indie-hip di quel periodo.

Le prime avvisaglie di un futuro meno roseo sono arrivate lo scorso anno con un nuovo brano, Until The Sun Explodes, pericolosamente vicino a Just Like Heaven dei Cure (vizietto che i Nostri hanno comunque sempre avuto, vedi My Terrible FriendIn Between Days) per poi accentuarsi con l’abbandono della tastierista Peggy Wang, la quale ha preferito dedicarsi alla sua attività di “DIY editor” su BuzzFeed. Il primo grande step incerto si conclama però con il terzo lavoro Days Of Abandon, figlio di una scelta ben precisa messa in atto da un Berman – “I didn’t want to make Belonger” – intenzionato più che mai a lasciare da parte le atmosfere meno solari che caratterivvanao Belong a favore di soluzioni più spensierate.

Nulla di male nella verve sunshine del lato più Belle & Sebastian dei The Pains of Being Pure at Heart ampiamente sbandierato in Days Of Abandon, ma l’impressione è che con Belong la band avesse realmente trovato la sua strada, e, di conseguenza, una ripartenza lontana da quei lidi non può che spiazzare, soprattutto se la componente cheesy aumenta ulteriormente nel doppio intervento in solitaria al microfono di Jen Goma (A Sunny Day in Glasgow), dove – nonostante una trama pop di alto livello – i punti di riferimento vengono un po’ a mancare. Accade in Kelly – in cui la questione Cure lascia spazio alla questione Smiths – e in Life After Life, due dei brani che vedono anche la partecipazione di Kelly Pratt (Beirut, Arcade Fire) ai fiati.

Lungo i dieci passaggi di Days Of Abandon si cerca chiaramente la cristallizzazione della formula in una sua versione forse eccessivamente polite, ripulita come è di distorsioni e feedback. In fin dei conti, però, ai Pains si perdona anche questo, non solo perché è impossibile non volergli bene, ma anche perchè scrivere pezzi indie-pop così incredibilmente immediati e piacevoli è una qualità da apprezzare tout court, soprattutto in un periodo storico in cui si abusa di distorsioni e feedback per sopperire a mere mancanze compositive. Fortunatamente, invece, il songwriting di Berman è ancora quello che tutti conosciamo, composto da dolci melodie e da quel candido approccio alla musica da eterno bravo ragazzo, sognatore ed introverso… un pure at heart.

La ricetta guitar-pop, cementificata su strumming acustici e linee di tastiera, regala sempre soddisfazioni (Eurydice), così come gli intrecci jangle ad altezza Marr di Masokissed e pure i due inediti passaggi più riflessivi, Art Smoking e The Asp in my Chest. Si fatica a rintracciare nuovi grandi anthem in grado di competere con gli inni passati e in alcune occasioni si scorgono le prime autocitazioni, due fattori che sommandosi agli altri precedentemente elencati rendono Days Of Abandon inferiore ai primi due capitoli, per quanto funzionale al suo obiettivo.

17 Aprile 2014
Leggi tutto
Precedente
Dan Sartain – Dudesblood Dan Sartain – Dudesblood
Successivo
Teebs – E S T A R A Teebs – E S T A R A

album

recensione

recensione

The Pains Of Being Pure At Heart

Pains Of Being Pure At Heart

recensione

album

album

artista

artista

Altre notizie suggerite