• Gen
    27
    2015

Album

La Tempesta International

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Fresco di rientro dall’ultimo tour con i Mellow Mood (di cui è bassista), validissima reggae-band di Pordenone e fiore all’occhiello della divisione International dell’indipendente La Tempesta Dischi, ecco che Giulio Frausin torna ad occuparsi del suo progetto solista The Sleeping Tree. Chi conoscesse Frausin solamente in veste di bassista della band friulana, rimarrebbe certamente spiazzato al primo ascolto dei suoi lavori solisti: abbandonati il basso e i ritmi in levare del suo gruppo di appartenenza, nel progetto The Sleeping Tree Giulio abbraccia un intimismo cantautorale composto unicamente da chitarra acustica e voce, disegnando melodie dolcissime e permeate di malinconia su un tappeto sonoro in fingerpicking.

Dopo il più che valido Painless del 2013, ecco quindi un EP che ne riprende alcune tracce rivisitate da diversi artisti della scena elettronica italiana, quasi a evidenziare ulteriori sfaccettature. L’iniziale Southern Hills (remixata da Delta Club) detta da subito le coordinate sonore dell’intero lavoro, contaminando il pezzo di partenza con un fresco elettro-pop dalle forti tinte dance, seguita dall’oscuro dub (fortissimi echi di Burial) di Ulysses’ Disciple (IOSHI Remix). We Are Lost (ft. Niam) è invece l’unico inedito del disco, delicato arpeggio acustico con voce soul impreziosito da percussioni elettroniche mai invadenti.

Segue un altro remix di IOSHI (compagno nei Mellow Mood alla batteria) con Jah Takes Back My Soul, ibrido rave tra gli Aucan dell’ultimo EP 1 e un XXYYXX drogato di Burial. Sentori più urban e quasi trip hop nella Southern Hills rimaneggiata da Bound, cui segue in chiusura la sognante drum’n’bass di Going Nowhere (Pippoburro Remix), dall’originale pezzo di Elliott Smith.

Colours EP è un lavoro riuscito che rilegge alcune gemme acustiche dal disco precedente sotto una luce nuova e spaziando attraverso una grande varietà di suggestioni elettroniche diverse. Rimane comunque un piccolo tesoro per completisti; nel caso vogliate avvicinarvi per la prima volta alla musica di Frausin, meglio cominciare dal primissimo (e autoprodotto) Leaves and Roots (2008) o dal già citato Painless (2013).

24 Gennaio 2015
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