• Nov
    01
    2012

Album

Captured Tracks

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Luis Vasquez (The Soft Moon) a metà strada tra regista e malvagio protagonista di film horror, con l'album di debutto ci ha rinchiusi dentro ad un buio e claustrofobico loculo assicurandosi di aver gettato la chiave prima di andarsene. Sbattiamo impotenti contro il muro a ritmo degli inarrestabili beat wave-punk cercando inutilmente una via di fuga. Ci addormentiamo dalla stanchezza ma la nostra mente non può fare altro che tornare sull'accaduto (l'EP Total Decay dello scorso anno).

Ci risvegliamo sperando che tutto sia stato solo un brutto sogno, ma neanche il tempo di renderci conto della nostra situazione che parte inesorabile It Ends, primo passaggio del sophomore Zeros. Niente da fare, siamo ancora lì. L'eco della drum machine ci illude sull'effettiva dimensione della nicchia e non contento il perfido Vasquez ci fa spara nei timpani il nostro stesso respiro, sempre più affannato. Torniamo a tirare pugni contro le pareti (Machines tra dark-noise e martellante industrial) ma ci accorgiamo che forse l'unica possibilità è quella di scavare sotto di noi.

La soluzione forse è quella giusta, vediamo qualche spiraglio di luce nelle guitar+bass di scuola Cure della titletrack dove l'unica presenza vocale è rappresentata da dei liberatori ma ancora sofferenti "ahhhhh", la discesa si fa rapida e all'improvviso ci troviamo immersi nell'acqua (Insides) ma non abbiamo le forze per nuotare, ci facciamo quindi cullare e trascinare fino allo sbocco di quella che probabilmente è una fogna. Siamo fuori, ci ripuliamo velocemente… uno sguardo attorno, sembra la metropoli di qualche film anni '80 (Remember The Future), ci incamminiamo a ritmo ma presto si fa notte e saliamo su di un taxi post-Drive (Crush). Diamo uno sguardo allo specchietto e notiamo che alla guida del taxi c'è proprio lui, Luis Vasquez, che se la ghigna e sembra dirci "die die die…" (Die Life).

A questo punto la vita inizia a scorrerci davanti agli occhi, ripensiamo ai tempi andati (Lost Years) e iniziamo una sorta di rituale-preghiera (Want) sperando che possa servire a rimanere vivi… è un crescendo, i giri salgono sempre di più. Stop. Silenzio.

Il nostro cuore, il nostro respiro, ƨbnƎ ƚI. Titoli di coda.

Trama immaginaria di un film forse leggermente prevedibile, ma incredibilmente riuscito nella sua opprimente tensione.

30 Ottobre 2012
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