• Lug
    01
    2012

Album

A Buzz Supreme

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L’operazione presta il fianco ad un doppio rischio: da un parte il confronto con “quella” wave fiorentina, dall’altra il computo di presenze e assenze. Per quanto riguarda il primo, malgrado il titolo stesso della raccolta vi faccia riferimento, non è proprio il caso, essendo del tutto incomparabile il contesto storico/sociale rispetto all’humus che vide germogliare Litfiba, Pankow, Moda e Diaframma tra gli altri. Il secondo invece sarebbe esercizio del tutto ingrato, e comunque va messo in conto un punto di vista in qualsivoglia selezione, anche se mossi dalla più specchiata imparzialità. Quindi, vadano i nostri complimenti allo sforzo di Elena Raugei – firma del Mucchio Selvaggio – e Andrea Sbaragli di A Buzz Supreme, fautori principali di questa fotografia in diciotto frames della scena indie fiorentina contemporanea.

Che si presenta composita, capace tanto di devozione ai modelli quanto di escogitare variazioni ingegnose, di coniugare il verbo indie in declinazioni che spesso coincidono con una nitida personalità. In questo senso si distinguono UnePassante con la loro post-wave palpitante, l’electro-noise punk dei Tribuna Ludu, le inquietudini volitive dei Kill The Nice Guy e quel King Of The Opera che segna il nuovo corso di Samuel Katarro all’insegna di vampe drammatiche che non disdegnano vaghe ascendenze prog. E’ apprezzabile come la scaletta tenti di creare delle “stanze” stilistiche che preservino l’ascoltatore dalla dispersione schizofrenica, agevolando ad esempio l’individuazione del reparto brit (gli apprezzabili ma non proprio originali Vickers e Hacienda) o accoppiando le minoritarie proposte in italiano (un terzo del totale, tra cui si distinguono i Mangiacassette col loro post punk balzano e i fin troppo kuntziani Bad apple Sons).

Quanto al resto, si fanno apprezzare malgrado una certa prevedibilità i dreamy-oriented Ka Mate Ka Ora e i più dark La Duma, al contrario dei Blue Willa che invece fanno di tutto per spiazzarti (riuscendoci) con un promettente barnum noise hardcore. Alla fine tiri le somme e ti sembra che a Firenze abbiano sviluppato una buona confidenza con la moltitudine rock che abbiamo imparato a conoscere in questo primo scorcio di secolo. Del resto, è una città che se non può vantare abbondanza di strutture ad hoc, del resto può contare su una tradizione alternativa che può fare perno su un buon circuito radiofonico (Controradio, Novaradio…) e sul celebre Rockcontest. Un patchwork vitale insomma, generoso e ingegnoso, nel quale però fai fatica a scorgere una “peculiarità fiorentina”, annichilita dalla forza centrifuga altrimenti detta globalità. Cui difficilmente si sfugge.

26 Luglio 2012
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