• giu
    01
    2012

Album

Asthmatic Kitty Records

Add to Flipboard Magazine.

Fa un certo effetto spulciare in rete e trovarsi di fronte una recensione di Precious Remedies Against Satan's Devices pubblicata sul portale Christianity Today. Eppure è da quel mondo che arrivano il ministro presbiteriano Vito Aiuto (un nome, un programma) e sua moglie Monique: un sottobosco musicale cresciuto tra gli altari, le funzioni ecclesiastiche – “Here, Vito and Monique simply throw those welcoming arms open wider, inviting the listener to join them for 51 minutes of church” scrivono sul sito ufficiale riferendosi al nuovo disco – e una tradizione folk allargata capace di arrivare fino a Sufjan Stevens. Lo stesso Stevens che ai tempi dell'esordio Welcome To The Welcome Wagon fece un po' le veci del mecenate, curando produzione, strumentazione e voci, tanto da spingere qualcuno a definire quel disco una “gloriosa collezione di b-sides” del musicista detroitiano.

Un'affermazione ingenerosa, almeno alla luce di quanto si ascolta in Precious Remedies Against Satan's Devices e considerato anche il fatto che in questo secondo lavoro tutto funziona come da copione, pur con un produttore diverso (è della partita Alexander Foote). Anzi, sembra quasi di poter parlare di passo in avanti, con un suono senza sbavature, perfezionato, ma capace anche di recuperare quella naturalezza melodica che già in passato aveva mostrato tutte le sue potenzialità. Lo scopo di brani come il gospel bianco di My God My God e di ballad crepuscolari come I Know My Redeemer Lives o Would You Come And See Me In New York, del country di Rice And Beans (But No Beans) e del soul epidermico di Lo, He Comes With Clouds Descending non è ridefinire uno stile, bensì affondare le radici nella tradizione americana affidando alla musica una funzione quasi consolatrice. E' stesso Aiuto a togliere ogni dubbio in questo senso: “un pastore deve prendersi cura delle persone. Mi piace scrivere musica che sia interessata esclusivamente a questo”.

Certo, sotto la superficie luccicante delle soluzioni melodiche rimane quell'humus catto-ciellino – così lo definiremmo dalle nostre parti – con tanto di tendenza al proselitismo che qualcuno potrebbe trovare quantomeno fastidioso, ad esempio nello sperpero di Halleluja di brani come The Strife Is O'er, The Battle Won. Eppure la formazione americana è abbastanza brava a mascherare il tutto da "stratagemma letterario", un pò come accade con i riferimenti biblici di autori come Leonard Cohen o Nick Cave. Un'immaginario che indirizzi il cammino, insomma, ma le cui storie di amicizia e fratellanza possano essere condivise senza difficoltà anche da chi non si sente rappresentato da un credo religioso specifico. Al di là delle convinzioni ideologiche, un bel disco di cui godere a tutte le latitudini.

30 Giugno 2012
Leggi tutto
Precedente
The Offspring – Days Go By The Offspring – Days Go By
Successivo
Deniz Kurtel – The Way We Live Deniz Kurtel – The Way We Live

album

artista

Altre notizie suggerite