• dic
    01
    2007

Album

The Big Chill

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Che sia veramente giunta l’ora di un ritorno della ambient? Di ricorsi è piena la storia della musica. E questo lo senti subito anche qui. Il nuovo disco di Middleton (già militante nei Global Communication) riporta tutto a galla. Archeologia ottantanovanta. Un pescatore d’anime, uno che la house la sa ancora plasmare a dovere. Uno che sa farti sorridere il cuore, il battito in sincronia con il bioritmo. Estetiche new-age che avevamo dimenticato. Nomi culto tipo Yanni o Ciro Perrino. Oggi rinati e trasformati con la pulizia ereditata da un decennio di tecnica electro-house. Quello che non avresti mai potuto immaginare, ma che quest’anno avevi già sentito in molte compilation e in un movimento (il dubstep) che crea ambienti. La musica è una questione di architettura. E i musicisti stanno creando mondi che descrivono sensazioni.   
Ascolta i primi battiti di Prana: l’inizio stellare e così positivo che non sembra vero. Armonie rilassate e  dilatate. Uno di quei déjà vu che ti fanno scoppiare in testa ricordi di quegli ottanta-in-trasformazione-novanta, di quella soglia che oltrepassavi ascoltando le mutazioni dell’electro in big-chill, quelle basi che avrebbero costruito la generazione “E”. Passa tutto anche da qui. Dal tocco minimal di Serendipity che ricorda tanto la Guitar Phase di Steve Reich, agli archi e ai battiti di Shinkansen che innestano nelle armonie di Vangelis tutta la progressività di una house quasi mistica, dai tappeti melodici wave, vicini alle meditazioni dei Cure, di Yearning, alle staffilate Bristol-hop di Optimystic che evocano lo spettro di DJ Shadow (altro re incontrastato dell’ambient), dagli spazi e dai riverberi lontanissimi della stupenda Margherita, ai sogni di Andreas Vollenweider evocati in St. Ives Bay. Una mescolanza di arpe, synth, percussioni lievi, bassi nu-jazz, violini e altri suoni pronti per una nuova alba, un nuovo mo(n)do di sentire l’elettronica.

Questa è una visione. Rilassati. Tracce di vita. Un raggio di luce e di speranza per te, che ti eri perso nelle paludi del grime o dell’horror-step. Non c’è bisogno di cure. Ascolta. Rilassati. Pure ambient. Relax. Soul architecture. Nuove città, nuovi mondi ti aspettano. Questo è il sentiero da seguire. Per una nuova vita musicale. Il passaporto te lo consegna Tom. Buon viaggio.

27 Gennaio 2008
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