Recensioni

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Autore nel 2018 di un esordio pubblicato sulla propria label Beyond The Groove che aveva attirato le attenzioni degli addetti ai lavori e suscitato in egual misura plauso e critica, il venticinquenne Tom Misch con What Kinda Music preme sul pulsante boost della sua navicella per spingersi su lande “jazz” (il virgolettato è d’obbligo), territori apparentemente lontani per un musicista come lui che nel precedente lavoro aveva visitato ambienti decisamente pop e funk. Per affrontare questo viaggio impervio attraverso campi di asteroidi e detriti, Misch si è avvalso della collaborazione di uno che, quelle rotte, le conosce benissimo: Yussef Dayes. Contrabbandiere di groove e ghost note, Dayes ha un curriculum lungo giorni avendo collaborato con tutti (o quasi) i nomi della nuova scena jazz inglese, da United Vibrations ad Alfa Mist, passando ovviamente da Kamaal Williams con cui ha condiviso la breve ma intensa avventura Yussef Kamaal.

Le premesse per fare bene c’erano tutte, ma non tutto è andato per il verso giusto. Pubblicato dalla prestigiosa Blue Note, What Kinda Music è una grande opera incompiuta: ottima tecnica, buoni spunti, alcune composizioni decisamente interessanti, ma alla fine dei conti non è chiaro dove il buon Misch voglia andare a parare. La scelta di utilizzare le tracce forse più jazzy della tracklist – What Kinda Music, Lift Off e Kyiv – per introdurre il disco ha creato aspettative, solleticando il palato e sviando la fanbase. Il ruolo di Dayes, fenomenale e sempre preciso nel ricamare sui chitarrismi del producer di Londra, è un po’ da trojan horse, scelto per creare una breccia nei sistemi operativi dei jazzofili e insinuarsi nelle loro root. Depennate quelle tracce, What Kinda Music si palesa per quello che è: un disco pop. Pop fatto bene, per carità, come dimostrano I Did It For You, Julie Mangos e Last 100, ma la sensazione di fondo è che la seconda prova di Misch scontenti praticamente tutti. Non c’è amalgama, non c’è un’idea ben precisa e a nulla servono le collaborazioni di spessore (Freddie Gibs in Nightrider o Rocco Palladino in Lift Off e Kyiv) per far decollare un lavoro che aveva tutte le premesse per essere un vero e proprio crack.

What Kinda Music è un’occasione decisamente sprecata: c’è tanto talento, c’è la voglia di annusare altri e nuovi territori, ma non quella di prendere una decisione su cosa si voglia fare e dire veramente. Misch ha il guizzo giusto, il physique du rôle e l’età dalla sua parte per dimostrare nelle prossime uscite che ci siamo sbagliati, ma, per ora, è una promozione con riserva.

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