• Set
    01
    2012

Album

Rogues Records

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La scena alternative italiana ha diversi esponenti che, pur avendo riferimenti internazionali,  cercano di guardare avanti, riuscendo a dare un tocco di conteporaneità alla scena made in Italy. Voices From The Lake, Iori's Eyes, Drink To Me, Be Forest sono alcuni nomi sul quale si è giustamente puntato, ma purtroppo nella piccola Italia continuano a non ricevere le giuste attenzioni. Perchè qui, diciamolo, a certi livelli mediatici continuano a vincere le antiche equazioni "musica alternativa=rock" e "musica nuova=rock alternativo".

Fortunati e intelligenti quindi i Tongs che sono riusciti a fare breccia nel cuore di Pierpaolo Capovilla, dopo la collaborazione del batterista Carlo Garof nella traccia Nicolaj dell'ultimo e controverso album de Il Teatro Degli Orrori.

I Tongs fanno "musica pesante" – così si autodefiniscono – amante della ricerca e delle sperimentazioni con punti di contatto con gli Zu, se non altro per il concetto di "trio che fa rumore per dieci". Le idee post jazz (il debutto si intitolava non a caso Jazz With The Megaphone?) si liberano nell'iniziale Ziggurat, la quale espande il monolitico jazz-core della band romana appena citata con dosi di metallo anni '90: strofa Tooliana e chorus d'impatto.

Il trio si ciba di linfa alt-rock/metal nineties: dai pestaggi slappati di scuola Primus di Wake Up, Get Up, Get Off – vero e proprio manifesto della caratura tecnica della sezione ritmica – al ritornello Farrelliano di Insanity, passando per Sex In Sacresty  – un po' come se gli ex-RATM e Cornell non avessero deciso di mainstreamizzarsi negli Audioslave – la sensazione è quella aver preso per sbaglio una macchina del tempo con data di destinazione 1994 (manca solo il bollino Parental Advisory…). Altrove regnano free form imprevedibili e schizofreniche (Red Eye, e i stop & go aritmici della Scarecrow's Gasp), mentre il breve – e unico in madrelingua – pezzo con il recitante Capovilla (Italian Politics) finisce inevitabilmente per ricordare i TDO più malati.

Nove brani che mettono in luce le indubbie capacità di una band che nel proprio piccolo sta riuscendo a portare avanti un discorso musicale distante da qualsiasi tipo di tendenza, moda o di semplicità assimilativa. Un discorso, anche per questo, sicuramente onesto e apprezzabile.

30 Agosto 2012
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