• Giu
    01
    2012

Album

Polydor

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Dietro al wertmülleriano moniker Totally Enormous Extinct Dinosaurs si nasconde Orlando Higginbottom, un ragazzetto pieno di spirito cresciuto alla radio tra una trasmissione di Annie Mac e la Rinse FM, avvistato prima come remixer di alcuni mainstream acts (Lady Gaga, Katy Perry) e poi come produttore al progetto Kinshasa One Two insieme a Damon Albarn e DRC Music. Da lì al lancio di produzioni personali il passo è stato breve, l'album di debutto Trouble arriva quest'estate e si presenta come un esordio fatto di tante luci e qualche ombra, eppure con qualcosa di quanto meno inaspettato.

La formula di Trouble in fondo è molto semplice: da una parte, si tirano in ballo una serie di suoni UK giovani e frizzanti come funky e garage (con l'intenzione, secondo le sue dichiarazioni, di liberarsi dai trend scontati che appartengono a una certa dance), dall'altra ci si inserisce con un cantato dreamy leggero e mai sforzato, tanto catchy da fare invidia agli Stargate. Per certi versi il percorso è simile all'idea di fare musica degli Artful Dodgers, partire da contenuti dance anche ricercati (perché il ragazzo ha tecnica e talento, e si sente) ammorbidendone però i contenuti, verso una forma finale dai tratti popolari (sette singoli estratti sono un messaggio chiaro) che strizza l'occhio a un pubblico in gonnella abbigliato American Apparel e scarpe Vans Era.

I 14 pezzi dell'album gravitano dentro a quella dance che rimbalza dai club alla radio, sempre piena di richiami verso altre produzioni e reinterpretazioni dal gusto personale. Ecco allora la titletrack che omaggia gli ultimi sentiti su Rinse FM, Shimmer che va a braccetto con SBTRKT (di cui peraltro TEED apre i concerti), la indie disco + Londonbeat nel singolone Your Love, una Household Goods che mischia Surkin prima maniera e anche certi Bloody Beetroots, il gusto acid di Solo che piace tanto a Maya Jane Coles e rimanda ai pattern minimal di Lucio Aquilina e Richie Hawtin, ma anche una Panpipes fatta da drum machines drogate, suoni deep e bassline killer. Eppure l'album sa catturare con momenti di facile assorbimento come la semplicità dreamy di Fair, il classico burialize effect della future garage (Closer è un perfetto esempio di cosa fermenta oggi nella giovane scena dance britannica) o Tapes & Money, il pezzo più catchy dell'album e quello più citato nei dj-set giovani di quest'estate, passo electro scattante, parte cantata in stile Twin Shadow e citazione colta dei KC & The Sunshine Band di Get Down Tonight.

Parliamo fondamentalmente di pop radiofonico, pensato per le radio UK (che infatti han gradito) e per chi non sempre ha voglia di sentire Skream o Roska. Il profilo è cool, tanto cool che c'è quasi il rischio che bruci troppo velocemente tra i canali mainstream spegnendosi in fretta, ed è questo l'unico vero limite del disco: a volte si ha l'impressione che TEED scherzi o tratti con sufficienza la materia prima coinvolta nei pezzi (tutta l'ottima pasta funky/dubstep dalle forti potenzialità vista in Brackles), lasciando che il tutto sfoci semplicemente in una dimensione pop piaciona, sebbene sempre godibile. Ma in fondo è proprio quel che cerca, far presa sulle ragazze che si sono appena lasciate alle spalle Twin Shadow per allietare i pomeriggi di shopping da Colette una volta terminato il mix di Jamie XX. Album buono per ogni occasione, leggero ma fatto con stile, come nelle migliori tradizioni di elettronica contaminata pop. Ci si poteva anche aspettare qualcos'altro, ma nella sua semplicità il target è centrato.

15 Ottobre 2012
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