• ott
    01
    2012

Album

Strange Feeling

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Per i cinquant'anni la cantante anticipa di un paio di mesi il Natale e ci regala il suo Christmas album. Dopo la bella impressione di Love and Its Opposite del 2010, la Thorn esplora il catalogo altrui, non sempre in tema dicembrino, ma comunque scegliendo brani in qualche modo caratterizzati da un'atmosfera da luci colorate e neve che scende dal cielo. Se non ce l'hanno, come nel caso della In The Cold, Cold Night dei White Stripes, tanto meglio: la classe della voce degli Everything But The Girl è tale per cui l'esecuzione fa sembrare che questa scheggia americana sia stata scritta in un villaggio dell'Hertfordshire, magari proprio nella sua Hatfield.

Accanto alle dieci cover, tra cui vanno sottolineati almeno il duetto con Green Gartside, frontman degli Scritti Politti (una corale Taking Down The Tree dei Low), e la Snow di Randy Newman (uno che sa raccontare con piano e poche parole), ci sono due traditional (Hard Candy Christmas e Have Yourself A Merry Christmas) e due brani originali. Quest'ultimi meritano un discorso a parte: Joy, in apertura, setta il mood del disco, fatto di agrodolce nostalgia, spesso di un tempo pre-adolescenziale d'innocenza che in qualche modo viene turbato, mentre la title track è una ballad che sa di balli ancestrali, testimonianza degli interessi folk dell'ultima Thorn.

Se nel 2010 si era parlato della voglia di Tracey Thorn d'esprimere il proprio soul con accenti personali e una voce ancora in grado di emozionare, questo Christmas album mostra un lato ancora più intimo che si rivolge ai tutti quelli che vogliono tornare bambini. Forse un passaggio laterale in una parabola già straordinaria, ma che testimonia che arriveranno sorprese. Non solo sotto l'albero.

9 Novembre 2012
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