• Set
    01
    2006

Album
Air

Azuli

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Per la 25° edizione dei Late Night Tales tocca ad Anders Trentemøller aprire al pubblico la musica che più lo ispira. Per il producer danese la cosa si traduce in una confessione esplicita delle proprie influenze, di cosa lo ha spinto in passato verso esperienze e direzioni sempre diverse: dall’ambient-downtempo del primo The Last Resort al trip-rock di Into the Great Wide Yonder, dalla dimensione d’ascolto all’attenzione verso le forme dance degli svariati remix (che si riscontra tutt’oggi nei suoi live, sempre tesi a far muovere lo spettatore anche nei brani più atmosferici).

Ciò che salta agli occhi è la sorprendente assenza di sonorità ‘strictly electro’. Tra This Mortal Coil, Low, Mazzy Star e gli evergreen Velvet Underground se ne deduce che per Trentemøller a contare davvero sono i mood, le emozioni legate al sound, le capacità espressive dell’arte in generale, indipendentemente dalla forma stilistica usata (che infatti nel suo percorso artistico cambia continuamente). Come già avvenuto nell’ultimo album, il ventaglio qui proposto ha quel carattere tarantiniano abile a pescare dal classico ciò che può essere facilmente assorbito dalla generazione now: il garage rock dei Thee Oh Sees, il dream pop di Papercuts, persino le Shangri-Las in versione malinconica, niente che non possa essere efficace anche fuori dal contesto temporale da cui nasce.

A trasmettere il giusto corredo di sensazioni vibranti sono poi le chitarre sporche (fascinose nella psichedelia dei Vampire Hands), i giri di basso dark (Kid Congo, tenebroso e viscerale), e soprattutto le voci, che scopriamo essere fondanti per Anders: la cover scelta è un classico di Chris Isaak, Blue Hotel, rivista in un suggestivo duetto con Marie Fisker (la voce della sua Sycamore Feeling) e Steen Jørgensen dei Sort Sol. Trentemøller non si limita al compitino, ma mette a nudo la propria passione per la musica, mostrando un’immagine di sé sempre più sentimentale ed intimista. Si può anche rimanere indifferenti od apprezzarlo con distacco (la critica non gli ha mai nascosto perplessità), ma quando trova l’ascoltatore fertile, lo fa innamorare. Romantici, dove siete?

23 Maggio 2011
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