Recensioni

6.9

Non sappiamo quanto Ty Segall possa apprezzare l’essere definito un Jay Reatard più pulito, e non solo per i suoni. Sta di fatto che questo giovane virgulto del rinascimento garage from Frisco dopo aver gironzolato per una serie di band più o meno note (Party Fowl, Epsilons, Sic Alps) e deciso di mettersi in solo, ha spalmato nel sottobosco americano una serie di uscite in crescendo che ne fanno oggigiorno una delle più credibili stelline pronte ad esondare dalla melma underground. Della serie, il passaggio da Castle Face, Kill Shaman e Goner alla rinomata Drag City qualcosa vorrà pur significare, soprattutto se aggiunto ad un tiro sempre più a fuoco non solo sul versante psych-garage-pop quanto anche verso un certo songwriting classico americano.

Ora proprio l’etichetta di Memphis pubblica questa raccolta per fare un po’ d’ordine in una discografia per forza di cose disseminata di pezzi piccoli ormai praticamente introvabili: qualcosa come 8 7” ep, quattro split, una serie di split album da far spavento, nastri, live album e ben 5 full-lengths dicono di un musicista sicuramente non stitico. Nei 25 pezzi della compilation troverete perciò perlette sparse e ormai perse – il r’n’r del demo di Dating, il garage di So Alone, il Cramps’n’roll cessofonico di Where We Go, le catacombe di It, l’assalto all’arma bianca di Ms. White, le Devoluzioni di No No – qualche cover tutto sommato comprensibile (i Thee Oh Sees di Maria Stacks, gli indimenticabili Gories di I Think I’ve Had It) e l’ennesima dimostrazione di come il rock sia la cosa più semplice, affascinante e a buon mercato sia possibile realizzare. Da sempre.

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