• Ott
    01
    2012

Album

Drag City

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E tre. Terzo disco nel giro di sei mesi per Ty Segall chiamato alla conferma dopo la bella prova di Slaughterhouse. Chiariamo subito, Twins non è un lavoro di passaggio né tantomeno un riempitivo utile a ingrassare il repertorio: Twins è il marchio Segall tirato a lucido, senza troppe sorprese, ma con in canna una manciata di ritornelli, al solito, killer.

Sono i classici tre minuti tre per brano, una ripresa del discorso Goodbye Bread ma aggiornato alla vena power space rock che tanto è piaciuta in questo 2012. Sempre avanti indietro tra passato e presente, tra i '70 degli Hawkwind e l'amico Thee oh sees, e sempre efficace: perché è vero, il buon Ty si ricicla e finisce per essere tanto fedele a se stesso quanto alle regole del garage, eppure queste dodici tracce non perdono colpi, non annoiano e offrono parecchi spunti sopra le righe (Inside Your Heart, il pugno in faccia di They told me too, Handglams).

Basta e avanza così, pur riconoscendo Twins un disco meno adulto di Slaughterhouse, e con meno effetti speciali. Ma è chiaro che Segall non ha fretta di invecchiare. E i kids ne saranno felicissimi, perché da queste parti c'è di che pogare e divertirsi (The Hill).

4 Ottobre 2012
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