• Nov
    01
    2012

Album

Altipiani

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Ci hanno messo tre anni a dare un seguito all'esordio Keine Psichotherapie, segno che questo settetto basato a Roma è di quelli che preferiscono fare le cose per bene, malgrado l'estro tracotante e l'attitudine impro che sprizza dai pori del loro sound. Nel quale in effetti non manchi mai d'avvertire la competizione tra il cerebrale e l'animalesco, tra sfuriata e sfumatura. Anche in questo Keep Calm – pubblicato in joint venture da Altipiani e MArte Label – si parte da un'impostazione jazz, di quello più selvatico ed aperto a qualsivoglia digressione (come insegna la loro guida spirituale Charles Mingus, alla cui biografia si sono ispirati per la ragione sociale), in particolare blues ispido da crogiolo Bad Seeds, l'impudenza crossover dei Primus e il vaudeville desolato d'un Tom Waits. Non finisce qui però la lista degli ingredienti e delle suggestioni, talvolta così stranianti che un po' hai timore di citarli, tipo certo lirismo astruso Jefferson Airplane tra le scorie psych e i fremiti noir di Lundi Massacre o il rapimento Nico che mette in standby la nevrastenia post-bop di Revolution Is Subject To Delay.

Aspettatevi quindi un po' di tutto, in primo luogo una bravura quasi irritante sugli strumenti (di certo una spanna sopra la media del tipico indie rocker) tra le patafisiche circensi di Empty Stomach, i velluti mitteleuropei di Soul Coffee, l'incubo rumba di Macaronar. Gli strumenti, a proposito, sono: trombone, piano, chitarre, violino, basso, batteria, più le voci opposte e complementari di Diego e Barbara. Da segnalare inoltre una cover schizoide (tra understatement e isteria) di Cuore Matto, curiosa ma non imprescindibile, mentre invece è notevole la rilettura di Berlin, come un balocco atavico smontato nei suoi elementi basali senza perdere il polso di una tenera, decadente malinconia (stupendo il crescendo bandistico conclusivo).

Bel sophomore quindi, al quale possiamo rimproverare solo un pizzico di spirito goliardico di troppo, frutto forse dell'attitudine alla performance, sensatissima sul palco, un po' meno su disco.

20 Novembre 2012
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