Recensioni

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Nata nel 2013 nel doppio ruolo di organizzatrice di eventi ed etichetta discografica, Pacific Rhythms ha offerto nel corso degli anni uno scorcio sull’ interessante scena musicale di Vancouver, dando alle stampe una serie decisamente esigua di pubblicazioni, ma sempre di ottima fattura, segno di una naturale predilezione per la qualità al di sopra della qualità. A partire dall’ eccellente (vera) deep house di Sunrise Market, firmata da Lnrdcroy e contenuta all’interno dell’EP Rhythms Of The Pacific Volume 1, primo di una serie di tre uscite che hanno fatto da convincente showcase della label. Il 2019 ha visto l’introduzione del formato cassetta audio (mai cosi di moda come negli ultimi anni) con la pubblicazione di Live At Deep Blue di ESB, a cui fa seguito questo Daucile Moon, prodotto da Levi Bruce aka Unknown Mobile.

Originario di Montreal, Bruce è uno dei nomi più caldi provenienti dalla scena canadese; il suo sound essenziale, piacevolmente sonnambolico ed influenzato dalla dance degli anni ’90, è stato messo in bella mostra attraverso una manciata di 12″ ed un album, Chime, Flower, & Fountain Cures, uscito nel 2015. Il progetto Daucile Moon ha preso il via proprio allora, arrivando alla sua fase finale all’inizio di quest’anno, grazie anche alla partecipazione di Mike Silver, in arte CFCF, altro interessante produttore canadese che ha contribuito al tutto con alcune azzeccate parti di chitarra. È infatti la combinazione tra sonorità organiche e sintetiche, tra parti programmate (in alcuni casi ripescate tra vecchi archivi di Geocities) ed altre suonate e registrate in presa diretta, a rendere affascinanti queste otto tracce.

Rispetto ai precedenti lavori del produttore l’attenzione non viene indirizzata al dancefloor, le parti ritmiche sono sempre presenti ma discrete, più mentali che fisiche, le melodie sognanti, ideali per una ipotetica chill out zone al chiaro di luna. Il mood generale è quello placido e rilassato della migliore balearic music, ma trasportato sulle ventose coste del Québec. Un album di genere certo, ma come tutta la migliore ambient music (prima che diventasse scura e forzatamente sperimentale) estremamente gradevole, distensivo ed allo stesso tempo efficace biglietto da visita per un produttore di una certa personalità ed originalità.

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