• Feb
    03
    2014

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C’erano una volta le Those Dancing Days, quintetto svedese all-female un tempo frequentatore abituale delle setlist dei club indie e dei music blog di rilevanza. Era più o meno il 2008 e in molti guardavano con ammirazione – e sospetto – un progetto che sembrava quasi creato a tavolino, considerato l’alto tasso di stereotipi – anche visivi – pronti a catturare i facili apprezzamenti di un certo tipo di target. Delle ragazze di Stoccolma ricordiamo volentieri il videoclip del singolo Run, Run (contenuto nel buon debutto lungo In Our Space Heroes Suits) e poco altro, colpa anche di un secondo lavoro – Daydreams And Nightmares – decisamente meno fresco e dello hiatus a tempo indefinito annunciato nel 2011.

A farci tornare in mente le gesta delle indie poppers svedesi hanno pensato Lisa Pyk Wirström e Cissi Efraimsson – rispettivamente ex-tastierista ed ex-batterista delle Those Dancing Days – le quali, da ormai un paio d’anni, hanno dato vita al progetto Vulkano, lasciandosi completamente alle spalle il dolce passato e abbracciando una nuova e più tagliente direzione sonora. Emblema del nuovo corso è Vision Tricks: pubblicata la scorsa estate, la traccia in questione è una mancata alt-hit modellata su un giro di basso circolare di scuola post-punk (uguale ad altri cento, ma perfettamente funzionale) e su una linea melodica con il giusto hook.

Con un videoclip – quello di Vision Tricks – da appena 5.000 visualizzazioni e il sogno di una nuova fama ben lungi dall’essere concretizzato, le Vulkano pubblicano l’album d’esordio Live Wild Die Free alla stregua di un concetto che loro stesse definiscono con un termine, “spiritual punk’n’art”, che in alcuni frangenti sembra realmente prendere forma e riassumere la loro proposta. È sia il caso dell’iniziale Trolls, dove – con un po’ di quella ingenuità di chi fatica a scrollarsi di dosso i residui adolescenziali – personificano una natura pronta a riprendersi ciò che le è stato tolto (tema affrontato anche in Clap Your Bones), sia della successiva Choir of Wolves – il primo brano pubblicato come Vulkano –, nella quale le Nostre si trasformano in lupi delle montagne (contesto a loro caro, evidentemente), con tanto di – vagamente ridicoli – ululati (nell’interessante Psycho Girls abbiamo anche i miagolii, per non farci mancare nulla).

In questa dicotomia tra velleità seriose e trovate da high-school band, Live Wild Die Free scorre veloce tra una marea di riempitivi che sembrano costruiti in dieci minuti di sala prove (il garage-punk stridulo di Too Young To Die ad esempio) e quel riottoso teen-spirit sempre pronto ad esplodere per rivendicare i propri diritti (Vulkano, brano scritto da Cissi prima della nascita del progetto).

In alcune occasioni, fortunatamente, il songwriting acerbo viene messo in secondo piano dalle contagiose linee di basso di Rebecka Rolfart (Jungles, Spider Spider, vicine a certo art-punk made in NY fine anni ’70), ma il progetto Vulkano è ancora privo di quello spessore necessario per potere diventare un punto di riferimento nel suo ambito. Per il momento, ha le sembianze di un semplice diversivo – tra il divertente e il divertito – dalle gambe corte.

4 Febbraio 2014
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