Recensioni

7

Sono entrati in gioco i sogni. La produzione dei Windsor For The
Derby è sempre stata qualcosa di ben poco contingente, d’etereo,
destinata ad allontanare la fisicità. Però, con How We Lost,
viene ricercata per la prima volta la melodia, un suono arioso capace
di sostenere adeguatamente il suffisso post aggiunto ad ogni lavoro del
quintetto di Tampa. Come se dalle lezioni dei Tortoise fossero passati a quelle tenute dagli Spacemen 3 con American Analog Set e Spiritualized come compagni di corso e di studio.

Già
preventivato da varie tracce apparse in ordine sparso sul sito della
Secretly Canadian e successivamente sul loro myspace, il settimo album
della formazione americana, è figlio di una produzione ossessiva durata
un anno e mezzo. Il duro lavoro effettuato negli studi di Philadelphia
dovrebbe aver reso l’album a immagine e somiglianza del gruppo: “come i
componenti volevano effettivamente suonasse”.

La batteria ripetitiva, costante che introduce e segna indelebilmente per intero l’iniziale Let Go,è sintomo d’intenzioni. Un’induzione allo staccare l’ombra da terra, al
sollevarsi; l’aggiunta di un cantato che si perpetua echeggiante è
conferma del fatto. Ci sono tracce come Robin Robinette e Fallen Off The Earth che perpetuano la sospensione, ma è nel trittico, strettamente legato assieme, di Troubles, What We Want e Good Things che il progetto si compie.

Tre
brani conseguenti, senza pause, che rendono l’atmosfera sensibilmente
rarefatta. Gli echi si riaffacciano e diventano protagonisti, note
allungate e distorte di basso, chitarre a volte appena percettibili.

Come se tutto il buio curato e fatto crescere in precedenza fosse (quasi) svanito di fronte alla vivida luce del primo mattino.

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