• Gen
    01
    2000

Album

Green Records

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In meno di due anni i With Love compiono passi da gigante. Abbandonata la lingua madre, i Nostri mostrano una evoluzione stupefacente in termini di resa sonora e obbiettivi. All’intro di Blood Is Blood Even It Looks Like A Smile, che mostra come il quartetto sappia giocare e gestire l’elettronica, fa seguito Swallowing Indigestible Food un assalto all’arma bianca in puro stile scremo, qualcosa che rimanda ai gloriosi fasti di gruppi della west coast come i primi Neurosis.

Pezzi brevi e intensissimi, strutturati intorno alle urla belluine di Nico e agli strumenti portati al loro massimo, che lasciano intendere che gli steccati di genere – indie, noise, screamo, hc? – stanno ormai stretti al gruppo. L’impatto sonoro è se possibile ancor più incompromissorio; spariscono o quasi i delicati arpeggi, ormai surclassati dalle folate noisecore brutali ma mai autoreferenziale. La voce è ora un rantolo, ora un grido allucinato e senza speranza; gli strumenti macine senza pietà. Il gruppo è ancora lontano dalla forma sonora insieme astratta e violenta di Tuoni Fulmini Saette, ma la dicotomia entro cui è compreso tutto il loro mondo si nota benissimo in Welcome o in Tongue Illustrations: sfuriate strumental/vocali e dislessie armoniche, stasi e movimento cinetico.

Su tutto un assordante e disperato urlo munchiano. I With Love del secondo album sono una vera e propria macchina da guerra pronta alla conquista del mondo.

A margine di questi primi due passi, i nostri affilano le armi con alcuni pezzi vinilici di piccolo formato fondamentali per capirne l’evoluzione sonora. Il 7″ Wolf In A Modern Fairy Tales (Green Records, 2002) è un due pezzi che si pone sulla scia di I Love Cul De Sac col suo brutale mix di scremo e hc vecchia scuola, ma che offre nuove coloriture ai singoli pezzi. A Cak With A Long Long Tail vive nella sua parte centrale di una alternanza tra rilassatezza quasi ambient-doom e scatti di hc nevrotico, mentre in Thanks God For Blisters prevalgono influenze più marcatamente wave. Iceage Generation (Heroine, 2003), è invece un 7″ limitato a 333 copie con un solo lato inciso, mentre sull’altro si trova un etching manufatto dallo stesso Nico, già artista di grido. Il pezzo è legato a Tuoni Fulmini Saette sia perché uscito per la stessa label, sia perché finirà su quell’album come traccia nascosta. In questi cinque minuti scarsi si trova condensata la svolta del gruppo: cacofonie noise, overdubs e rumorismi vari ad introdurre svisate hc miste a forti reminiscenze wave. Il futuro passa per forza di cose da qui.

1 Gennaio 2000
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