• apr
    18
    2014

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Woodworm, The Orchard, Audioglobe

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Un disco da leggere o un libro da ascoltare. Si vince facile quando appare quella sigla in cinese lì e anche se stavolta non si sfogliano pagine, obbligatoriamente riciclate, quelle “storie come asce di guerra da disseppellire” riemergono ancora. Il braccio armato del collettivo di scrittori ex-Luther Blissett – i due Wu Ming presenti sono il numero 2, un passato nella band hc Frida Fenner, e il numero 5, già coi Nabat, più Cesare Ferioli e Yu Guerra – inscena un disco-racconto in cui sono i personaggi reali e fittizi, più o meno romanzati, di sicuro affascinanti a prescindere dal patto col lettore, a far da traino alle musiche. Senza però che si ritorni alla modalità “reading” standardizzata, ovvero “scrittore che legge i suoi testi + musicisti che suonano i loro strumenti”, quella messa in scena in Bioscop è una sorta di cosmogonia di riferimento per la band il cui nome scelto è un omaggio all’album collettivo Wu Liao Contingent, pubblicato nel 1999 dalle quattro principali band cinesi oi! punk.

Vicini e lontani geograficamente o temporalmente, ma idealmente centrali negli sviluppi della band (e non solo), scorrono le mini-biografie del “portatore di luce” Ho Chi Mihn (Uno Spettro) e Vittorio Arrigoni (Stay Human), il calciatore socialista Socrates (la traccia omonima) e l’uomo qualunque che diventa eroe Bradley Manning (Soldato Manning), quel Peter Norman, terzo “comodo” nella più evidente delle proteste della storia delle Olimpiadi – 1968, pugni chiusi, capo chino, avete presente no? – o il Juan Manuel Fangio “miracolato” dai rivoluzionari anti-Batista nella Cuba pre-Castro (La Notte Del Chueco), Robespierre (Cura Robespierre), John Frum eroe “liberatore” di Vanuatu (Dio Vulcano!), l’archeologo spaziale Peter Kolosimo (Italia Mistero Kosmiko), per finire con la libera interpretazione del classico made in Gil Scott-Heron The Revolution Will Not Be Televised, già innalzato a anthem dai Disposable Heroes Of Hiphoprisy (La Rivoluzione (Non Sarà Trasmessa Su Youtube)).

Un bel viaggio che si sviluppa sulle coordinate di un rock teso e vibrante, metà punk (nell’animo), metà wave, citazionista ma in maniera (pro)positiva, memore di ascolti classici e ben storicizzati così come di una urgenza comunicativa che ben si adatta al messaggio dell’album. Menzione particolare per l’opener Soldato Manning e i suoi echi Fluxus, la free-funk-wave di Italia Mistero Kosmiko, il (pop)punk 77 revisited alla maniera dei Television di La Notte Del Chueco e la fourth worldish Uno Spettro. Pollice su, in attesa del secondo volume, dedicato per giusta par condicio alle figure femminili.

26 Aprile 2014
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