• Mar
    01
    2012

Album

Pour Le Corps Records

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Torna sul luogo del delitto Xander Harris, l'altro pilastro Not Not Fun (dopo Umberto) di quella horrowave postuma emersa negli USA un paio d'anni addietro che fa ancora presa tra i giovani producers di oggi (ultimo dei quali il Beaumont venuto fuori su Hotflush): il carattere del ragazzo texano resta quello già sfoggiato nello scorso Urban Gothic, dunque chiara eredità del Carpenter compositore (la migliore qui è Smuggler, l'ipnosi sintetica che si stende su un battito cardiaco ansiogeno) ma anche echi di kosmische music classica (I Want To Be Free o Synthetic Romance, la solidità di composizione di Jean-Michel Jarre) e della prima fase electro (Monocultural Grid).

Il passo avanti rispetto ad allora comunque c'è, e si fa apprezzare con piacere. Chrysalid punge soprattutto per gli stimolanti giochi con le drum machine di pezzi come Atrocity Museum o Pattern Fade, un aspetto che mancava nel lavoro precedente e che oggi ben si aggancia a quel ripescaggio selettivo dagli '80 già affiorato con efficacia in Grimes. Una maggiore coscienza storica che trova conferma in Cabaret Voltage, sferragliata 8bit-techno nemmeno tanto lontana dai '90 di Urban Shackedown e DJ Aphrodite. Eppure l'accusa è la stessa di sempre: 15 tracce in poco più di mezz'ora significa che parliamo perlopiù di semplici bozze, un ventaglio di intuizioni che solo raramente sfociano in piena forma-canzone. Per una ragione specifica: il suo vuol essere semplicemente un impeccabile campionario di mood orrorifici a tutto tondo. Toccata, fuga e stomaco in subbuglio.

14 Maggio 2012
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