• Nov
    11
    2016

Album

Big Scary Monsters

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In tedesco la parola “abendrot” si riferisce al rosso del tramonto. Questa immagine crepuscolare è molto pertinente col terzo disco dei You Blew It!, dove la maturità dei ragazzi diventa finalmente palpabile e, attraverso momenti più riflessivi, raggiunge le vette più alte della carriera della band statunitense. Abendrot contiene infatti i riferimenti classici del gruppo: emo con venature math e qualche strato di dream-pop, miscuglio che a volte pende verso i Weezer, altre volte ripesca il vigore del post-rock.

L’equilibrio è gratificante quando il quartetto di Orlando mette davanti le emozioni e lascia da parte le equazioni, come nell’apertura in stile Daughter di Epaulette o nella delicata e malinconica Hue. Un po’ meno evocativi invece i momenti emo/post-rock che, come in Like Myself, appesantiscono l’ascolto e, soprattutto, gettano i brani nel calderone del “già ascoltato”. Pecca che, per fortuna, viene colmata da testi quasi mai banali e ancora più apprezzabili quando incontrano la schiettezza o la disperata tristezza del vivere in un’America disunita dove il sogno americano è diventato un semplice afflato della personale guerra che ognuno affronta nel quotidiano.

Per gli You Blew It! il terzo disco coincide con il raggiungimento della maturità: Abendrot è un album emotivo, affascinante quando sussurra, più scontato quando si dispera ma, ad oggi, il miglior lavoro della band.

22 Novembre 2016
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