• Apr
    30
    2013

Album

Universal Republic

Add to Flipboard Magazine.

Lo scorso autunno vi abbiamo presentato i californiani Youngblood Hawkeparlando di “ingredienti giusti per finire in high rotation” (riferendoci al singolo We Come Running) in grado se non altro di “strappare qualche sorriso”, terminando poi l’excursus con un “aspettiamo l’album – se e quando arriverà – ma l’impressione di essere di fronte ad un gruppo meteora è tanta”.

Da allora non si è mosso molto all’interno dell’universo discografico di Simon Katz e soci: We Come Running ha ingranato abbastanza bene – è arrivata in airplay anche in Italia con il consueto ritardo – senza però sfondare come avrebbe potuto e soprattutto fallendo nel tentativo di creare qualsivoglia hype nei confronti dell’album di debutto intitolato Wake Up (tornano i già espressi riferimenti agli Arcade Fire), uscito piuttosto in sordina.

All’interno di Wake Up troviamo, oltre alla già citata We Come Running, anche le altre tre tracce presenti nell’EP –RootlesStars (Hold On) e Forever –, ovvero quel concentrato di happy-pop corale che gli Youngblood Hawke hanno dimostrato di saper maneggiare con abilità e astuzia. L’obiettivo è chiaramente quello di ripetere quanto fatto dagli Of Monsters And Men nel 2012, cioè mettere in sequenza un’implacabile set di killer tracks che sia in grado di ricrearequesto effetto. Quale periodo migliore per uscire allo scoperto con un prodotto smile-inducing se non quello pre-estivo?

Sono gli Abba che danzano a braccetto tra i fiori con gli Scissor Sisters o una Régine Chassagne che tradisce Win Butler con Ben Gibbard durante un picnic bucolico. Tra freschezza, gioia e spensieratezza, chi nella pop music cerca soprattutto l’esaltazione della positività troverà senza dubbio nei giochi a due voci della band un perfetto alleato. Un dinamismo solare che fa ovviamente perno su ritmiche uptempo, ma che riesce a sprigionare le melodie contagiose anche nei passaggi più “riflessivi” (Dreams).

A minare l’operato, oltre a un eccesso di saccarioso, pensano brani che non riescono a superare la barriera della mediocrità, rimanendo ancorati negli abissi della futilità (Dannyboy, scritta per un amico entrato in coma, o la vanaSleepless Streets con tanto di tromba) o arrancando nel tentativo – spesso con esito negativo – di confezionare brani orecchiabili quanto We Come Running (GlacierLast Time o i synth-bass drops di Blackbeak) e avvicinandosi solamente in occasione della MGMTiana Say Say.

L’estate fa tanto presto ad arrivare quanto ad andarsene, e con essa gli Youngblood Hawke.

31 Maggio 2013
Leggi tutto
Precedente
Beady Eye – BE Beady Eye – BE
Successivo
Karl Bartos – Off The Record Karl Bartos – Off The Record

album

artista

Altre notizie suggerite