by lanham
Gimme some inches

Gimme Some Inches #37

In attesa di parlare delle leccornie che come ogni anno il Record Store Day ci regala copiosamente, ripartiamo col nostro giro mensile nel sottobosco dei formati minori constatando che la riscoperta del vinile non avviene solo per i full length o per i 12” split reimmessi sul mercato un po’ come per le cassette dal feticismo collezionistico al principio degli anni zero. Sono soprattutto i 7” ad essere rinati – o mai morti, a seconda delle prospettive da cui vi si guarda – e ad essere tornati prepotentemente al centro anche delle etichette non troppo underground. È il caso di Drag City, ad esempio, per cui sono fuori questo mese due vinilini niente male di due progetti che apprezziamo assai.

I primi sono i Sic Alps, ormai habitué di Gimme Some Inches visto che sono degli oscuri amanti dei pezzi piccoli e delle gioie viventi per i collezionisti. Della serie, andatevi a veder le quotazioni di Description Of The Harbor o United e capirete di cosa parliamo. She’s On Top è l’ennesima uscita vinilica, in 12” ad esser precisi, che ci ripresenta i californiani in fissa come sempre coi sixties. La title track è esemplare in questo senso: riesuma la sensuale forza dirompente del rock’n roll tutto contrappunti di piano e anche che si muovono al ritmo, lustrini quasi glam e cerone che cola sulle guance sudate e non si riesce né a stare fermi né a rimetterla da capo in un cortocircuito da repeat che non capita molto spesso. A seguire Carrie Jean, i cui quasi quattro minuti sono più creepy e insieme cosmici, trasformandosi in una cacofonia iridescente quasi floydiana, e la più deragliante e sboccata Biz Bag, ci confermano lo spessore di un gruppo vittima soltanto del proprio scazzo. Se veramente volessero, sarebbero i re del 60s revival, invece ne sono solo i reietti.

Sempre la stessa label pubblica il rientro di una band che aveva stupito con l’esordio Natural History, ovvero i quattro da Baltimora Dope Body. Segnalati all’epoca come un fulmine a ciel sereno fatto di noise-rock newyorchese primigenio mosso sull’asse Unsane/Jesus Lizard, i quattro latitavano da un bel po’ di tempo e sinceramente li davamo per spacciati. Invece ora esce Saturday e inanella un paio di tracce abrasive e sgraziate come da manuale. Il lato A ce li mostra in Leather Head ossessivi e paranoidi come se flirtassero con l’industrial – ci vengono in mente i Neptune se fossero su AmRep – e paludosi e cupi come se suonassero sludge ma partendo da lidi post-punk. Youth Relic riempie il lato B con una cavalcata punk robotica come se non ci fosse un domani. E anche qui, visto il profilo volutamente basso per autocastrazione, probabilmente quel domani rimarrà sempre un segreto per pochi.

Meriterebbe un approfondimento più ampio, ma purtroppo il vol.2 degli esperimenti casalinghi di Sun Araw Sun Ark Prayers in tape per la propria Sun Ark è già ovviamente sold out. La segnalazione è d’obbligo perché indagare nelle due lunghe tracce di improvvisazioni in solo di chitarra e riverberi senza overdubs è come scavare nell’intimità di uno dei più lucidi artisti di questo scorcio di millennio. Citofonare mirror; conviene.

Facciamo un salto nel buio d’oltreoceano e diamo il bentornato ai Dream Affair, trio dark-wave fedele alla linea. Dopo un cambio di line-up che ha visto rinnovarsi il bassista del gruppo, i ragazzi di Brooklyn rilasciano un nuovo EP su 12 pollici per la candese Artificial Records. Come già dimostrato due anni fa con il full-length di debutto Endless Days, i giovani darkettoni capitanati da Hayden Payne ripercorrono un path tutto sommato noto ma non per questo meno piacevole, almeno per chi ha sempre nel cuore le tetre sonorità dei primi ’80. From Now On rilascia infatti sei brani dalla formula nota ma efficace: chitarre ricche di riverberi, batterie elettroniche vintage, basso pulsante nella migliore tradizione UK. Aggiungete l’immancabile vocione alla Peter Muprhy avrete il quadro della situazione; se poi da questa manciata di brani ne esce uno come Torn Apart il gioco è fatto.

Sempre dal NY fanno nuovamente capolino anche i temibili Anasazi. Gang di nativi, i cinque punx rilasciano un nuovo demo tape dopo i due 7 pollici dell’anno scorso. Sarà l’attitudine irrimediabilmente cafona o lo sbandierato menefreghismo, ma i nuovi brani risentono di un registrazione cessofonica che affossa le pur buone idee del gruppo e lascia abbastanza perplessi. Da questi ragazzi ci aspettiamo grandi cose quindi sarà bene se si rimettano subito in riga e riprendano da dove avevano lasciato con i due singoli appena citati, perché Nuke York 2013 Demo suona come un diversivo per tergiversare e cazzeggiare ancora un po’.

Ultima segnalazione dal fronte US per i fan del black metal underground e atmosferico. La piccola ma agguerrita Final Agony ha appena dato alla luce la stampa vinilica di Maailma Kohoaa Ja Uppoaaaa, LP che raccoglie due tape edite in precedenza dai finlandesi Circle Of Ouroborus. Nome di culto già dia diversi annni, il duo di è noto per la sterminata discografia e questo album non fa eccezione; tirato in poco più che un centinaio di copie, unisce le cassettine Maailma Kohoaa e Maailma Uppoaaaa. Non che come operazione di recupero serva poi davvero, dato il numero ridicolo di copie stampate, ma i maniaci del gruppo là fuori (e sappiamo che ci sono) possono ora correre a ripari prima che i prezzi salgano vertiginosamente su Discogs e eBay.

In chiusura, torniamo nel Bel Paese col nuovissimo singolo di Spettro Family. Nato nel 2008 per volontà di un oscuro signore, il progetto usa principalmente synth analogici su multi-traccia a nastro, arricchendo il tutto con field recordings e campionamenti da B-Movies d’antan per un risultato che potremmo chiamare horror elettronics o prog apocalittico. Dopo il recente 10 pollici per la teutonica Reue Um Reue (label che, assieme alla gemella Treue Um Treue, dovete tenere d’occhio), il Sig. Spettro rilascia un 7” per la svizzera Gris Editions (già Die Selektion e Burial Hex) con due brani di simile caratura. Se vi piace Carpenter, Umberto e compagnia orrorifica, date un ascolto a The Tunnel/Chi Omega, non ne resterete delusi.