FLOW #022 – Dritti dritti ci scontriamo con una sfera

Anche questa settimana Flow torna prepotentemente con le novità più succose, più croccanti e più curiose, sempre con un orecchio per la buona musica. L’apertura di playlist è affidata a Ásgeir, compositore, polistrumentista e cantante islandese che prepara l’uscita del suo nuovo lavoro Afterglow con il singolo Unbound, le cui immagini mostrano con drammaticità alcune relazioni in un vicino futuro distopico. Gli svedesi Ruby Empress presentano Escapism Deluxe – dall’EP Expressionism uscito lo scorso 10 febbraio – con un coinvolgente video diretto da Meska, dove una ragazza, solamente sfiorando una persona, vola con la mente immaginando situazioni intime con la stessa in un crescendo orgiastico. Love è invece il ritorno di Lana Del Rey; nel clip diretto da Rich Lee, la cantautrice pop noir metaforizza l’amore come un viaggio nell’universo. I danesi Mew, giunti al loro settimo lavoro Visuals, in uscita il prossimo 28 aprile, pubblicano 85 Videos, riprendendo la copertina del disco, un’esplosione di colori caleidoscopici diretti dal frontman Jonas Bjerre. Fantastic è una delle tracce che va a comporre l’EP Skin Companion II di Flume, qui con il feat di Dave Bayley dei Glass Animals; nell’EP anche le partecipazioni di Pusha T e Moses Sumney.

Nel video in CGI creato da Michael Tan per Please, Blanck Mass (progetto elettronico solista di Benjamin John Power, leader dei Fuck Buttons con Andrew Hung) sfodera un pezzo ambient con voci r’n’b tagliate, aspettando World Eater il 3 marzo. Leska è un duo elettronico francese formato da Douchka e Les Gordon, che con L&H, acronimo di love and happiness, aggiunge un piccolo tassello per Nowadays Records. Tatarka, in compagnia dei russi Little Big, fondono rap e cantato con un’ossessiva U Can Take in un glitchato continuo diretto da Iliya Prusikin e Alina Pasok. Il rock dei Diet Cig con Tummy Ache si mostra nel suo lato più dolce e carino, con questo video diretto da Robert Kolodny. La catarsi di Relief è offerta dai Me Not You, duo rock newyorkese che in questo pezzo racconta dell’essere espulsi da una chiesa cattolica. Passiamo ad uno slow emo più marcato con i Sorority Noise e il loro lyric video di A Better Sun, per poi alzare decisamente il tono con le Cayetana (trio di Philadelphia) e la loro Mesa, da New Kind Of Normal. Si torna nel Belpaese con gli emiliani Gazebo Penguins e Bismantova, pezzo di apertura dell’atteso Nebbia.

Svolta improvvisa per le vostre orecchie con una seconda parte di playlist decisamente più marcata nei suoni: aprono i Ghost Key con Downpour, per poi cedere il passo all’hardcore dei Downswing e di una eloquente Cut The Brakes, al blackened slowcore dei Planning For Burial con Somewhere In The Evening, all’hc pesantissimo dei Nothing Left e della loro Destroy And Rebuild. Un carichissimo Frank Palmeri si improvvisa come una sorta di pastore-leader in Flag Of The Beast, per il ritorno della sua band Emmure, proclamandosi come nuovo anticristo. Video diretto da Anna Zlokovic claustrofobicamente lo-fi e grottessco per i Clipping. supportati da AntwonSignor Benedick The Moor per Back Up. Dalla Louisiana ecco i $uicideboy$, un misto di death rap e cloud rap, con Here We Go Again, qui con Germ. Si chiude questa tornata con il conscious rap metal dei Body Count e la loro pesantissima No Lives Matter.

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