FLOW #084 – This is America

La selezione di questa prima settimana di maggio si presenta ricca di video di rilievo, tanto da suscitare un clamore tale da aver saturato i social media in fatto di commenti e condivisioni. In apertura troviamo le immagini in bianco e nero di Blue Lights di Jorja Smith: il clip è stato diretto della celebre fotografa britannica Olivia Rose che ha ritratto con fermo realismo la vita a Wallsall, città natale di Smith, soffermandosi sui luoghi e persone che hanno caratterizzato il percorso della cantante. In un comunicato stampa l’artista si è espressa così: «Volevo catturare gli uomini e i ragazzi di Walsall, di qualsiasi estrazione sociale, durante le loro attività quotidiane, per dimostrare che gli stereotipi con cui siamo bombardati sono fuorvianti e in definitiva, dannosi». Successivamente la regista ha aggiunto: «Quello che è veramente bello è che molti luoghi sono autenticamente legati a Jorja, suo padre, i ragazzi che hanno ispirato la canzone, il parco in cui è uscita da adolescente o il proprietario del ristorante dove ha tenuto il suo primo concerto». La data originaria di pubblicazione di Blue Lights risale al 2016, ma all’epoca fu pubblicato soltanto sul proprio profilo Soundcloud, mentre oggi lo troviamo in veste di anticipazione di Lost & Found, album di debutto la cui data di pubblicazione è prevista per il prossimo 8 luglio.

Di rado accade che un video musicale abbia una risonanza tale da attraversare più continenti, lasciando gli astanti con una sensazione sospesa tra l’approvazione, lo stupore e il disagio. Ovviamente stiamo parlando del clip di This is America di Childish Gambino – alter-ego del poliedrico artista Donald Glover – uno spietato ritratto allegorico e metaforico della condizione degli afro-americani negli Stati Uniti dell’era Trump. Diretto da Hiro Murai – regista di Atlanta (la fortunata serie di cui è anche autore e produttore, e che vede come protagonista lo stesso Glover) – il clip è ambientato in un asettico e immenso capannone industriale, e alterna sia visivamente che musicalmente parti gospel su musica acustica a momenti caratterizzati da beat cupi à la Vince Staples. Nelle parti gospel vediamo lo stesso Glover sorridere e danzare emulando le movenze di Jim Crow, un personaggio creato dai sudisti nel 1800 per schernire gli schiavi dell’epoca, un momento di anestetico benessere che sulle parole «We just wanna party. Party just for you. We just want the money» sembra quasi mettere in guardia la comunità afroamericana dai suoi stessi paradigmi e stereotipi. Infatti il cambio immediato di sonorità (più cupe e futuribili) è segnato non solo dall’espressione di Glover e dalle strofa «This is America. Don’t catch you slippin’ up. Look what I’m whippin’ up» ma anche dal gesto che compie, ovvero l’uccisione di un uomo incappucciato che fino a poco prima stava suonando la chitarra. Questo gesto ricorda l’omicidio del 17enne Travyon Martin, mentre l’uomo seduto che suona la chitarra rappresenta il padre della giovane e innocente vittima. I momenti cruenti e di denuncia si susseguono mettendo in scena la fredda esecuzione di un coro gospel a memoria del massacro di Charleston, avvenuto 17 giugno 2015 presso la Emanuel African Methodist Episcopal Church, e in cui morirono nove persone. Per la restante parte del video la telecamera segue Glover nei suoi balli, mentre le immagini sullo sfondo raccontano una comunità scandita dal tribalismo delle danze gwara gwara e dalle guerriglie urbane, con il clip che finisce nel silenzio più totale mentre vediamo il protagonista correre inseguito dalla polizia, dando la sensazione che nessuno può essere al sicuro. Il brano è stato pubblicato giustappunto in seguito al sibillino tweet filo-trumpiano di Kanye West e vede la collaborazione di artisti come Kendrick Lamar, 21 Savage, Young Thug, Rae Sremmurd e molti altri esponenti dell’attuale scena.

Secondo lavoro diretto da Yohana Parks per i Protomartyr, che pubblicano il clip di Wheel of Fortune, recente singolo estratto dall’EP Consolations in uscita il 15 giugno via Domino Records, che vede la collaborazione di Kelley Deal dei The Breeders. Il video ricorda molto le atmosfere surreali e apocalittiche di Don’t go to Anacita (video sempre diretto dalla Parks) ma in questo frangente le immagini che si susseguono sono spezzoni e fotogrammi di situazioni alienanti, ipnotiche, con risvolti cruenti e tragici.

Questa settimana l’hype mediatico che ha investito l’italia dal punto di vista musicale non si è limitato solamente al video di Childish Gambino, ma ha coinvolto anche la doppia pubblicazione – a sorpresa – dei nuovi inediti del misterioso Liberato: Intostreet e Je Te Voglio Bene Assaje. Presentiamo i video assieme perché sequenziali nella pubblicazione e complementari tra loro; la firma è sempre quella del fidato Francesco Lettieri e il teatro di scena è la consueta città di Napoli. Nei due video si raccontano le vicende precedenti a quelle raccontate nel clip di Tu T’è scurdat’ ‘e me, accentuando ancor di più l’atmosfera da fotoromanzo contemporaneo, mentre le linee temporali e i legami sentimentali si intrecciano in un arco di tempo che intercorre tra il 2 maggio e il 9 maggio, giorno che dà il nome al primo singolo di Liberato e data che ha visto il musicista protagonista di un live – quasi improvviso – sul lungomare partenopeo.

I Royaume sono un duo electro-pop parigino composto dalla cantante franco-giapponese Yumi e dal produttore Moon Boy. La band, che alcuni anni fa aveva attirato l’attenzione di – cantante dei Major Lazer – ha recentemente presentato il singolo inedito Again accompagnato da un video che presenta la tradizionale pratica giapponese dello shibari, ma in questo frangente rivisitata in una moderna chiave maschile immersa in luci al neon.

Hunger è il videoclip che accompagna il secondo estratto da High as Hope, quarto album dei Florence and the Machine, in uscita il 29 giugno 2018 per Republic Records. Il clip è firmato da A.G. Rojas, lo stesso regista che ha diretto il precedente video di Sky Full of Song. In apertura del video, immagini in bianco e nero raffigurano numerose persone che osservano con ammirazione quasi mistica una statua maschile che riporta delle ferite simili a delle stigmate. Successivamente il video si focalizza sulla figura di Florence Welch che balla tra le stanze vuote di un museo. Il clip termina sul fermo immagine della statua ricoperta di muschio e fiori, riportando la dicitura: «Quanti devono morire perché tu possa sentirti amato».

Atmosfere degne dei più leggeri fratelli Coen per il clip di Can we stay like this, brano degli inglesi Moose Blood. Sotto la direzione di Tyler Zelinsky, e girato completamente a ritroso, assistiamo a un piccolo e cruento dramma dal sapore taxano, dove non mancano a corredo il classico motel e muscle car anni 70. Il brano è stato estratto dal recente album I don’t think i can do this anymore, pubblicato a marzo via Hopeless Records.

I Souvenirs, band indie rock di Carpinteria, CA, pubblicano il video per You Affect Me dall’album Posture Of Apology, uscito il 20 gennaio 2017 per Other People Records. Con la regia di Jake Wolfert e Jakob Longcob, si racconta la fine di una relazione di convivenza dal punto di vista di un ragazzo che, a seguito dell’abbandono della partner, mette annunci in rete, tra i quali la ricerca di un inquilino che possa riempire il posto lasciato vuoto e la vendita dei gioielli appartenenti all’ormai ex ragazza… che a un tratto ritorna.

Tanukichan aka Hannah Van Loon è il nome del progetto shoegaze, con all’attivo il debutto su EP del 2016 Radiolove e con in programma Sundays per il 13 luglio. Qui la traccia Lazy Love, dove si vede la Van Loon a bordo piscina in una giornata soleggiata, persa nell’inedia e nei riflessi dell’acqua. Questo il suo commento sulla traccia: «Lazy Love è un po’ sciocca. Mi sto prendendo gioco di me stessa per certi modi in cui mi comporto, ad esempio, per la pigrizia. Ma quando si tratta di cose a cui tengo veramente, posso sentirmi immobilizzata o impotente nel modo in cui sono. Volevo che la canzone catturasse la sensazione di quei momenti».

Ten Leaf Clover è il nuovo singolo della band di Melbourne Slowly Slowly, dall’album St. Leonards previsto per l’11 maggio. Il pezzo racconta della ricerca della felicità, cercando qualcosa di sano nel posto più malsano, e rimanendo ottimisti. La regia di Michael Roberts dà vita a questo brano dando spazio a una pattinatrice/ballerina all’interno di una pista, che gira e danza da sola in questo Rollerama. Il frontman Ben Stewart commenta così: «Questa canzone parla della ricerca della vera connessione in un’epoca in cui sembra così difficile da trovare. È una storia d’amore moderna, un Romeo e Giulietta ma con Internet. Inizialmente è stato ispirato dalla voce della mia amica Anna Jay; l’ho sentita cantare e ho potuto sentire un piccolo duetto che mi si stava formando nella testa. Ho gettato un mucchio di esperienze mie e dei miei amici più cari in un vaso di miscelazione per cercare di spiegare le difficoltà di rimanere onesti e fiduciosi in quella che può essere una ricerca piuttosto demoralizzante».

Il fumettista Michele Rech in arte Zerocalcare anima Ipocondria, il singolo di Giancane e Rancore estratto dall’album Ansia E Disagio pubblicato a novembre per Woodworm Label. È il primo videoclip per Zerocalcare, che ambienta e proietta in una stanza d’albergo, protetta dai poster degli 883, dei NOFX, di Beverly Hills 90210 e del Cynar, le ansie e le paure di Giancane, sotto gli occhi di mostri e insetti.

In attesa del debutto con l’EP Beautiful Tragedy, l’emo rapper hollywoodiano whynotcordell diffonde il video per il singolo Pain, diretto da Logan Meis. Nella sua stanza buia, il rapper è in compagnia delle Instagram model @sp00kybabyyy and @toopoor, mentre le lacrime solcano il suo viso.

La rapper berlinese di origine argentina Catnapp estrae l’ennesima traccia dall’album Fear, uscito per Monkeytown Records, intitolata Armed. Il pezzo, che racconta di una relazione finita male e del tentativo di dimenticare una persona, vede Catnapp rappare prima in una stanza dalle pareti floreali, poi nella periferia industriale nella notte.

La prosperosa rapper Nicki Minaj sfrutta la direzione di Steven Klein per mettere in mostra la sua bravura al microfono e le sue forme con differenti outfit, ispirati al personaggio della serie picchiaduro Street Fighter Chun-Li, una ragazza in cerca di vendetta dopo la morte del padre. È proprio Chun-Li il titolo del pezzo, inserito nell’album Queen previsto per il prossimo 15 giugno.

Il 15 maggio sarà pubblicato Red Soil, il secondo album dei veneti Astral Brew. Space Solitude ne è il primo estratto a cui è stato dedicato un videoclip, dove fluidi colorati si muovono e si mischiano a creare un effetto psichedelico. Il concept del disco è annunciato come un discorso «sul viaggio spaziale quale metafora di evasione dalla miseria del vivere contemporaneo». Il video è uscito in esclusiva per Sentireascoltare.

Trevor Powers ha abbandonato nel 2016 il moniker Youth Lagoon e oggi torna al pubblico col suo vero nome, col nuovo singolo Playwright e con la sua nuova label Baby Halo. Il clip firmato da Dan Opsal mostra alcune persone bendate e intrappolate sott’acqua, che riescono solo a scorgere il mondo esterno senza poterlo raggiungere. Le immagini sono probabilmente un’interpretazione dei sentimenti dello stesso Powers, che si era detto come “in trappola”, riferendosi al suo passato artistico.

Torna il nonsense minimalista tipico dei Death Grips nel nuovo video del brano Streaky. Si tratta di un estratto dell’album di prossima uscita, Year of the Snitch, successore a distanza di due anni di Bottomless Pit. La staticità estrema delle immagini è minacciata da un riquadro che si apre in alto a destra, in cui irrompe un caos misterioso.

La superband Dead Cross ha pubblicato a sorpresa un EP di quattro tracce, anch’esso eponimo proprio come l’album uscito nel 2017. Mike Patton, Dave Lombardo, Justin Pearson e Michael Crain, membri o ex tali di Faith No More, Slayer, Suicidal Tendencies e The Locust (solo per citarne alcuni), non appaiono nel nuovo video di My Perfect Prisoner: un ultra frenetico susseguirsi di immagini gore e blasfeme, accompagnate da una scritta – “Shred Your Skin” – che torna in maniera ossessiva.

Il quintetto doom/post-metal Lesser Glow è presente nella playlist col video di Vacant Throne. La band di Boston anticipa così l’uscita dell’album Ruined, prevista l’8 giugno prossimo per Pelagic Records. Il clip è caratterizzato da inquietanti immagini in bianco e nero dal gusto rétro ed è accompagnato da parole di preoccupazione riguardo ai nuovi metodi di comunicazione: «Costruiamo santuari di noi stessi sui social media, mentre all’esterno diventiamo meno socievoli e la linea di tangibilità continua a sfumare».

È tornata una delle band fondamentali in ambito hardcore, i Madball. Il brano Old Fashioned è la prima anticipazione dell’album For the Cause, fuori il 15 giugno prossimo via Nuclear Blast. Al momento può contare solo su un lyric video, dove le parole di Freddy prendono forma in tutta la loro energia positiva.

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