FLOW #101 – Gods and cigarettes

La selezione settimanale dei video prende spunto dalla mitologia moderna e noir di Joji. Il producer e cantante nippo-australiano di base a New York ha pubblicato il clip di Slow Dancing in the Dark, dove egli stesso compare con le sembianze di un fauno, l’antico dio romano metà uomo e metà capra, minaccia per i viandanti nei luoghi selvaggi. Colpito da una freccia di Cupido, egli vaga ferito nella notte secondo la lenta danza del titolo, metafora di una relazione che si trascina verso il fallimento. Nella scena finale, il sangue si spande su un pavimento bianco, come a ricordare la bandiera del Giappone, luogo di origine di Joji. Il brano farà parte di Ballads 1, in uscita il 5 ottobre prossimo.

La cantante israeliana Noga Erez trasporta lo spettatore in una sorta di Fight Club al femminile all’interno di un contesto urbano di periferia, dove combattere al grido di «You should get your mess right, fix up your life». Queste le parole del ritornello di Cash Out – singolo in collaborazione con la rapper Sammus – che conta sul nuovo videoclip realizzato dal regista Hen Makhluf. La stessa Noga si occupa di reclutare aspiranti combattenti, ma alla fine si troverà proprio lei a dover lottare.

Ritorna la già ben rodata coppia CalcuttaLettieri col video di Kiwi, brano contenuto nell’album Evergreen uscito lo scorso 25 maggio. I due (anche se Calcutta rimane in disparte) sono protagonisti del clip, caratterizzato dalla meta-narrazione riguardante la realizzazione del video stesso. Da qualche parte nell’Est Europa e fra mille difficoltà, il regista napoletano riesce a concludere il lavoro per il cantautore di Latina. La loro collaborazione ha segnato tutti i clip degli estratti finora da Evergreen (qui recensito), cioè quelli di Pesto, Orgasmo e Paracetamolo.

Immagini evocative nel video dei Tenue, band campana del roster V4V. Il brano in questione è il singolo Forse, il cui clip è stato diretto da Beatrice Chima alla ricerca di atmosfere sospese e malinconiche, per un pezzo che la stessa band ha commentato così: «Vivere costantemente su un punto di rottura, non riconoscersi allo specchio: “Forse” è l’accumularsi di affanni e scelte sbagliate».

L’interrogativo che fronteggia Anna Calvi in As a Man nasce dalla motivazione culturale per cui le donne sono state incoraggiate nel tempo ad acquisire alcuni tratti caratteriali maschili, affinché acquistassero autorevolezza, senza però che venisse fatto il contrario, lasciando così credere che la femminilità sia sinonimo di debolezza. Con questo brano la cantautrice cerca un senso più ampio di libertà, andando oltre le differenze di genere, cercando quella libertà in una realtà non binaria. Ed è quello che traspare anche dalle immagini del clip diretto da Matt Lambert, dove la sensazione di libertà riempie ogni fotogramma, andando a ricalcare quel senso più ampio sopracitato, e conferendo così una sensazione di omogenea uniformità coadiuvata da una fotografia intensa e crepuscolare. As a Man è la traccia di apertura del suo recente lavoro Hunter, recensito per noi da Elena Raugei.

Dà una sensazione di incredulità scrivere che Egypt Station è il trentesimo album in carriera dell’icona vivente Paul McCartney, tanto da generare un’immagine di un uomo impavido che a fronte di quasi 80 anni si lancia ancora nell’oceano musicale, celebrando il tutto con un tour mondiale alle porte. Ad accompagnare la pubblicazione dell’album troviamo il video del singolo di Fuh You, un clip in bianco e nero che attraverso un classico girato in piano sequenza, racconta un piccolo amore adolescenziale fatto di rimproveri, sobborghi e delusioni che man mano diventano sorrisi. Una lunga camminata che alla fine si trasformerà in una danza, lasciandoci con il dubbio se quel “fuh” sia il sinonimo di fuck, nei confronti delle avversità, o un più romantico “for”. Su queste pagine trovate anche la recensione di Egypt Station, a cura di Fabrizio Zampighi.

Le immagini di Light Song descrivono un autoritratto intimo e teatrale di Emma Ruth Rundle, che avvolta in un velo bianco – che ha del metaforico – ci sussurra un legame personale con il mare, o forse qualche ricordo emotivo legato ad esso. La regia di Danielle Elise Bartley dà così forma alle cupe sonorità della cantautrice californiana, enfatizzando il lato malinconico con l’uso di una fotografia poco contrastata, che ricorda vecchie pellicole di alcuni decenni fa. Light Song è il terzo estratto del recente On Dark Horse, pubblicato venerdì 14 settembre via Sargent House.

Nelle immagini frammentate e caotiche del clip di Rome (Always in the Dark) troviamo l’esatta sintesi visiva del sorprendente risultato sonoro di questo nuovo capitolo dei Low. Il video diretto da Aaron Anderson e Eric Timothy Carlson riesce ad accentuare in modo naturale l’espressività del brano, diventando parte integrante dell’esperienza di ascolto. Per un approfondimento sul sorprendente Double Negative potete leggere la recensione scritta per noi da Tommaso Iannini.

Il sogno intimo e nascosto di un pesce con le gambe è quello di diventare un uccello, o quantomeno un pesce con le ali. È questo, in essenza, il concept del video di Cuff di Illuminati Hotties aka Sarah Tudzin, animato da Sam Lane. Il singolo in questione si può trovare su Kiss Yr Frenemies via Tiny Engines, pubblicato lo scorso 11 maggio e recensito su SA da Valentina Zona.

Della lunghissima carriera di Swamp Dogg si potrebbe stare a discutere per ore. Fatto sta che ora, dopo anni di musica, performance e successi, la sua vita si è ridotta a un lavoro da barista con turni estenuanti da sedici/diciotto ore, e con la TV come unico svago. Neanche il tempo per vivere o per vedere la ragazza dei propri sogni. Che poi, infastidita, neanche ti risponde e ti blocca. Lonely compare sull’ultimo lavoro del Cane Della Palude, intitolato Love, Loss And Auto-Tune (qui recensito da Marco Boscolo), fuori per Joyful Noise.

Il rapper di Baltimora, Barrington DeVaughn Hendricks, meglio conosciuto come JPEGMAFIA, ha pubblicato lo scorso 19 gennaio il suo album Veteran (ben recensito da Luca Roncoroni), con la traccia di apertura 1539 N. Calvert, titolo che rimanda all’indirizzo dell’ormai chiuso Bell Foundry, famoso studio di registrazione di Baltimora. Alla regia Audrey Gatewood, che mette in scena un’oscura tavolata da Ultima Cena.

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La Top 200 degli Ottanta recentemente pubblicata da Pitchfork ci racconta più cose sul presente e su Pitchfork che non sui “formidabili” 80s FLOW #101 – Gods and cigarettes - La Top 200 degli Ottanta recentemente pubblicata da Pitchfork ci racconta più cose sul presente e su Pitchfork che non sui “formidabili” 80s
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