Flow #104 – Rinascita dopo l’apocalisse

C’è sempre speranza, tanto che da un piccolo seme può rinascere un intero mondo. Il nuovo toccante video del producer inglese Jon Hopkins trasmette questa flebile ma tenace fiducia nei confronti di un pianeta condannato a subire le violenze dell’uomo. Il regista Elliot Dear descrive un’apocalisse ambientale e l’estinzione del genere umano da un universo in rovina che sembra un diorama, a cui però una pianta ricca di spore riesce a concedere una prospettiva di vita. Essa si intrufola in una tuta spaziale che gli uomini non sono riusciti a vestire per andarsene in tempo dalla Terra, forse perché non può esistere un altro posto se neppure il proprio ha ottenuto il rispetto dovuto. Il clip è relativo a Feel First Life, terzo estratto dopo Singularity ed Emerald Rush dall’album Singularity, uscito il 4 maggio e recensito sulle nostre colonne da Luca Roncoroni.

Am I Happy è un cortometraggio firmato Zach Merck della durata di circa diciotto minuti e dedicato al nuovo album dei Blue October, I Hope You’re Happy. Justin Furstenfeld, leader della band texana, è il protagonista di questo film in cui rivela la sua vena attoriale: è un tipo solitario e pensoso che trova per caso nel suo giardino un androide abbandonato, che egli stesso spaccerà per la sua fidanzata durante il party per il compleanno del padre. Le vicende si fanno grottesche, ma le atmosfere rimangono agrodolci, sottolineate da anteprime di vari pezzi contenuti nell’album: Remission in CMaj, I Want to Come Back Home, Your Love Is Like a Car Crash, How to Dance in Time, Colors Collide e I Hope You’re Happy.

La band dream pop scozzese Chvrches ha pubblicato in settimana il video del brano Graffiti, opening track dell’album Love Is Dead, uscito a maggio e qui recensito da Nino Ciglio. Il video di Rare Henderson segue l’andamento del testo, intriso di nostalgia per un amore giovanile puro in quanto tale: una coppia di ragazzini si crogiola nel sentimento più sincero – sottolineato da slow motion e fluttuazioni a mezz’aria – accompagnata dal cantato di Lauren Mayberry: «I’ve been waiting for my whole life to grow old / And now we never will, never will».

Possiamo sentir pulsare la vena che alimenta la teatralità compositiva di Claudio Sanchez dei Coheed and Cambria nel quarto capitolo estratto da Unheavenly Creatures, tant’è che per scrivere l’intro di pianoforte si è lasciato ispirare dal musical rock Phantom of the Paradise di Brian De Palma. Il clip di Old Flames narra le gesta di Creature e Sister Spider (personaggi dell’universo di Amory Wars) alle prese con la rapina in banca più coreografica di sempre. I clienti vestiti con dei body bianchi – che in un primo momento restano atterriti dall’irruzione di quattro criminali – si lasciano andare con il passare dei minuti ad un surreale ballo dalle forme armoniche, le cui coreografie sono state curate dal veterano di Brodway Jon Rua.

Una trama misteriosa attornia il producer milanese El Sòrrio, di cui per l’appunto sappiamo molto poco, se non niente. Gli unici elementi a nostra disposizione sono un EP intitolato Esce Tutto, pubblicato lo scorso 5 ottobre da La Tempesta, e un mediometraggio – una sorta di collage corale ideato in primis dal duo TVS, ma che richiama a sé più registi – presentato al recente Milano Film Festival. In Volo via con te viene raccontata una caratteristica e asettica provincia del Nord Italia, un susseguirsi di esasperate simmetrie e ritratti neorealisti, arricchiti da intersezioni realizzate a suon di after effects, mentre, sotto le immagini, scorre una densa e cupa trap infarcita di vocoder portati all’estremo.

Con il video di Heldaghost torniamo indietro di qualche anno, quando ancora il fenomeno dell’emo-trap era un verbo diffuso da pochi e tristi profeti. Il brano in questione fa parte del primo lavoro del duo surrenderdorothy – ovvero il fondatore di TeamSESH BONES e il producer Grief – nel cui clip possiamo quasi palpare l’essenza di tristezza ed esasperazione protratta dal genere. Al centro di una stanza, come ad una veglia funebre, Bones canta accompagnato da un anziano pianista al cospetto di un piccolo pubblico di età avanzata, che si lascerà trasportare dalle melodie depressive in una danza in slow motion. Il video di Heldaghost giunge a quattro anni di distanza dalla pubblicazione di weneveraskedforthis e di sei mesi rispetto al loro ultimo lavoro breathingexercise.

Con il nome di Silent Servant, Juan Mendez uscirà con Shadows Of Death And Desire il prossimo 8 dicembre via Hospital Productions. A qualche anno ormai dal debutto con Negative Fascination, Mendez esplora i ritmi più oscuri ed ipnotici dell’EBM degli anni d’oro anche attraverso la sua voce ecoica e disorientante. A dargli un buon supporto col singolo Harm In Hand (presente anche sull’EP omonimo previsto per il 16 novembre, che anticipa l’album vero e proprio) è Marfisia Bel in cabina di regia, con allucinazioni, rose che escono dalla bocca, ombre e paesaggi urbani spettrali.

Il prossimo 12 ottobre uscirà Convalescence, il terzo lavoro del gruppo metal svizzero Promethee, distribuito da Lifeforce Records. Nel mentre, è stato pubblicato il video per il brano Demons, diretto da Igor Omodei: una ragazza, chiusa nella stanza d’appartamento di un palazzo, siede davanti ad un enorme schermo televisivo dove non c’è alcun segnale; all’improvviso, immagini di banconote, politici, allevamenti in batteria scorrono senza soluzione di continuità, terminando con una serie di ritratti di figure umane nel loro ambiente di lavoro, senza però avere gli occhi.

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