Flow #107 – Anima meccanica

“Artificialità, Digitalità, Virtualità” potrebbe essere il motto sostitutivo rispetto a quello che caratterizzò la Rivoluzione Francese, evento da cui nacque quell’Era Moderna ormai consumata da un mondo che sta subendo nuove rivoluzioni. Sono parole che stimolano domande e produzioni artistiche, come nel caso del videoclip del regista Jonathan Zawada, collaboratore assiduo del produttore Baauer. Il nuovo singolo Company è l’occasione per creare un mondo di sculture digitali, metafore di un’umanità in cui biologia, memoria ed emozioni si intersecheranno sempre più con le tecnologie, fino a chiedersi dove risiederà l’anima. Le musiche del producer americano sono arricchite dalla voce di Soleima, cantante pop e hip hop della Danimarca.

Deesse Du Sang è un brano degli Shabazz Palaces contenuto in Quazarz: Born on a Gangster Star, album del 2017 uscito in coppia con Quazarz vs. the Jealous Machines (qui recensiti da Luca Roncoroni). Il video diretto da Stephan Gray mostra un mondo mitico abitato da dei, in cui la violenza è edulcorata da una grande attenzione per l’estetica delle immagini.

Il nuovo video di King Krule è relativo a Cadet Limbo, brano estratto da The OOZ, album dell’ottobre 2017. Il clip realizzato da Charlotte Patmore è in 4:3, in bianco e nero e in stile lo-fi, così da esaltare le atmosfere malinconiche del pezzo. In particolare, nel video viene messa in risalto la figura del sassofonista Galgo, che a detta dello stesso artista britannico è stato fondamentale nella sua carriera per averlo sempre spinto a scrivere di più. Sulle nostre colonne è presente la recensione all’album firmata da Tommaso Bonaiuti.

Con l’auto-referenziale «Spiders on my feet but you be caught up in the web…»una citazione tratta da una strofa di Spider Feet, recente collaborazione con Suicideyear – lo svedese Yung Lean ci introduce al suo sesto album Poison Ivy, in uscita questo 2 novembre e di cui Happy Feet è la traccia di apertura. Il brano è accompagnato da un video co-diretto e interpretato dallo stesso Lean in collaborazione con il regista Marcus Söderlund e i suoi Sadboys: le immagini, dal taglio cinematografico, raccontano lo spaccato quotidiano di una piccola comune dalla singolare identità rurale-circense che vive isolata dalla civiltà.

Se avete manifestato estremo entusiasmo al primo ascolto per la collaborazione tra Anderson. Paak e Kendrick Lamar in Tints dovrete essere pronti a ripetere l’esperienza perché il video – che giunge a un mese di distanza della diffusione del brano – oltre a un apprezzabile cameo di Dr. Dre dà prova di una spiccata ed eclettica capacità attoriale dello stesso Paak. Il clip diretto dal celebre regista Colin Tilley si svolge su molteplici piani narrativi interconnessi tra loro, i cui scenari dalle spiccate connotazioni controverse marcano con caratterizzazioni iperboliche i lati più reconditi della società statunitense. Tints è un estratto di Oxnard, album di Paak la cui pubblicazione è prevista per il prossimo 16 novembre.

L’eccentrica estetica del duo newyorkese BRTHR si fonde con il neo soul di Kali Uchis generando un esplosivo ed eccessivo video per il brano Just a Stranger, in collaborazione con Steve Lacy: una sorta di paradiso caraibico sovraccarico di colori fluo, pacchiani effetti in cgi e un’infinita pioggia di dollari. Just a Stanger è tratta da Isolation, acclamato esordio discografico, di cui qua potete leggere la recensione scritta per noi da Edoardo Bridda.

You Wind Me Up è il nuovo singolo dei Nothing, band capitanata da Domenic Palermo e uscita lo scorso 24 agosto con l’album Dance On The Blacktop (recensito qui da Riccardo Zagaglia). La regia è stata affidata a Teenage Stepdad, che visualizza un furgone Dodge a mo’ di astronave in viaggio tra pianeti e spazzatura, in fuga dalla Terra. Se il frontman descrive il pezzo come un «cercare di vivere una vita standardizzata con qualcuno che soffre di una pletora di malattie mentali», il regista spiega così la visione che ha voluto dare: «Il furgone nel video è diventato una metafora per i miei studi nella mia camera da letto, mentre inseguo la mia musa e guardo il mondo fuori dalla mia finestra allontanarsi. Lo sforzo artistico, anche se spesso elettrizzante, può anche portare all’isolamento, e penso che il video abbia finito per riflettere tutto ciò. Spero che le persone possano relazionarcisi a modo loro».

A otto anni dal loro album eponimo, i Daughters tornano con You Won’t Get What You Want, uscito via Ipecac Recordings. Dopo i singoli Satan In The Wait e The Reason They Hate Me, ecco City Song, accompagnato da un video di Alexander Barton intitolato Magic Relighting Candle, dove un bambino cerca inutilmente di spegnere le candeline di una torta di compleanno.

A chiudere il Flow di questa settimana pensano gli Iron Reagan con Patronizer, singolo estratto dall’EP Dark Days Ahead. Tony Foresta e i suoi compari riescono ad unire in un unico video le loro passioni: il thrash metal e il wrestling…tutto questo in un bar. Cosa succede se, inavvertitamente, urtate un energumeno che si sta gustando un cono gelato? In due minuti e mezzo avrete la risposta più violenta ed adrenalinica che vi possiate aspettare!

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