Flow #112 – Fight Club

Che la battaglia abbia inizio. Dall’ottavo album dei ProdigyNo Tourists – ecco il video dell’estratto Timebomb Zone, una classica cavalcata della band inglese. Il video del regista Paco Raterta trascina lo spettatore in un adrenalinico torneo clandestino di lotta all’ultimo sangue. I partecipanti sono costretti a combattere e a sfidarsi in due semifinali e poi nel match per la vittoria: c’è un uomo in giacca armato di mazza, uno con le manette ai polsi, un gigante e una ragazza minuta. Alla fine il vincitore sarà uno solo, la vendetta.  L’album, uscito il 2 novembre 2018, si trova recensito da Edoardo Bridda sul nostro sito.

A ben cinque anni di distanza dall’album di debutto Aleph, Gesaffelstein torna con il nuovo singolo Reset, il primo per Columbia Records, accompagnato da un relativo videoclip diretto da Manu Cossu. Durante questi anni il producer francese, già al lavoro per Yeezus di Kanye West, non è rimasto con le mani in mano: ha presenziato in Electronica 1: The Time Machine di Jean-Michel Jarre nella traccia Conquistador, composto la colonna sonora del thriller Disorder (2015) di Alice Winocour e prodotto I Was Never There e Hurt You dell’EP  My Dear Melancholy di The Weekend. In archivio potete consultare la recensione di Aleph firmata da Edoardo Bridda.

Colin Tilley ha diretto il nuovo video di Nicki Minaj, relativo alla dodicesima traccia delle ben ventitré che compongono l’album Queen, pubblicato ad agosto 2018. Si intitola Good Form e conta il featuring di Lil Wayne; un brano che la stessa rapper di origine caraibica ha raccontato così: «Ho realizzato Good Form totalmente in freestyle, in una volta, in una ripresa. È il mio pezzo di riferimento». Nel video si ritrovano tutti gli elementi e gli eccessi tipici dell’estetica della Minaj, esaltati dalla produzione. Sulle nostre colonne potete recuperare la recensione dell’album, ad opera di Luca Roncoroni.

Diretto da Helmi, BAGDAD (Cap.7: Liturgia) è il videoclip associato all’omonimo brano di Rosalía estratto dal suo fortunato El Mal Querer. Nel clip, il quarto estratto dal disco, la cantante che ha rivisitato il flamenco in chiave moderna annega letteralmente nel proprio dolore nei bagni di un locale di lap dance. «BAGDAD è senza clausole l’apice assoluto del disco – scrive Roncoroni in sede di recensione – un crescendo di art-pop davvero bello ed efficace, tra le melodie che indovina e gli incastri di cori e cassa ballabile nei suoi momenti più coinvolgenti».

La piccolezza romantica dell’uomo nei confronti della natura, unico organismo che vibra attraverso ogni altro, è il concept del nuovo video di Sharon Van Etten, cantautrice americana il cui quinto album è in uscita il 18 gennaio 2019 col titolo Remind Me Tomorrow. Jupiter 4 è il secondo estratto, una raffinata canzone d’amore il cui titolo non ha a che vedere con l’astronomia quanto col nome di un sintetizzatore Roland. Il video in bianco e nero dalle flemmatiche transizioni è stato diretto da Katherine Dieckmann, e vede la stessa Van Etten lasciare la propria casa e rinascere in un ambiente selvaggio.

L’uscita del terzo album dei Men I Trust è prevista per il febbraio 2019, intanto il trio canadese ha pubblicato il videoclip relativo a Say, Can You Hear, estratto proprio dal prossimo Oncle Jazz. Lo stile indie-dance della band è accompagnato dalle immagini, le quali hanno come protagonista un uomo assai nervoso per un discorso che dovrà tenere. Il suo stato d’animo lo trascinerà in un ballo grottesco pieno di strisciante disperazione, fino allo sfogo finale.

Dagenham Dream è il nuovo video di Blood Orange, pubblicato il 4 dicembre 2018. Il clip diretto da Jack Greer vede in azione il pro skater Caleb Barnett proprio nella sua disciplina, in immagini formato 4:3 che raccontano scene di quotidianità. Il brano parla del bullismo di cui Devonté Hynes a.k.a. Blood Orange fu vittima, e lui stesso ha dichiarato in merito al rapporto tra testo ed immagini: «Dagenham è la città dell’Essex da cui provengo e questo pezzo parla in modo diretto di un momento che ho passato durante l’infanzia. Ero in ospedale, quando ne uscii mi tagliai i capelli, smisi di dipingermi le unghie, di truccarmi e via dicendo. Fermai tutto. Mi ricordo che quando tornai a scuola il mio insegnante d’inglese appena mi vide si mise a piangere. Questa canzone parla essenzialmente di ciò e di come lo skate abbia rappresentato per me una via di fuga. La canzone è piuttosto torbida, come un ricordo lontano; i rumori della strada presenti nel pezzo aiutano a renderlo più vivido».

Dagenham Dream è un estratto da Negro Swan, album pubblicato il 24 agosto 2018 via Domino Recordings, recensito sulle nostre colonne da Luca Roncoroni.

Con April in Houston i californiani SWMRS danno una piccola anticipazione del loro nuovo album in uscita il 15 febbraio 2019 via Fueled By Ramen. Il singolo è un energico brano power-pop accompagnato da un video che ha come unico protagonista il cantante Cole Becker: il clip diretto dalla sorella di Cole, Mari Becker, riprende in carismatico frontman mentre è impegnato in una danza urbana dalla coinvolgente coreografia.

Pubblicato il 30 novembre 2018, Bengala è il secondo singolo ad anticipare il nuovo album dei Tre Allegri Ragazzi Morti di cui attualmente non si conosce nessun dettaglio, neppure il titolo. Si sa che ci sarà un album nel 2019 e queste canzoni ne faranno parte.

Caramella, il precedente brano condiviso dal trio, era stato pubblicato giusto un mese fa, in occasione di Halloween; secondo Enrico Molteni possedeva il suono di basso più macho di tutta la sua produzione ed era un pezzo arrangiato wave-psych dalle parti dei Primal Scream più elettronici. Differentemente, la nuova canzone, definita scherzosamente “gattolic rock”, se la gioca su un morbido indie-folk con accompagnamento d’archi curato da Davide Rossi (che fa tanto Belle & Sebastian). Inoltre, il clip che accompagna il pezzo – basato sulla natività – è stato presentato nella nota stampa come un vero e proprio cortometraggio. A dirigerlo c’è il premiato regista Michele Bernardi. «Dolcissimo e sacrilego allo stesso tempo, ispirato ai disegni di Richard Scarry, il video – spiega la nota – mostra la sacra famiglia, dopo l’annunciazione, in viaggio da Gerusalemme a Betlemme in Vespa. In mezzo all’attualità del muro divisorio fra Palestina e Israele e alle opere di Banksy, la storia arriva fino alla sua naturale conclusione, con una grossa sorpresa finale».

Michele Bernardi, che è il primo animatore dei video dei TARM, ha curato numerosi video all’interno della comunità musicale del Paese. Nel suo portfolio troviamo: Le luci della centrale elettrica, Colapesce, Prozac+, Punkreas, 24 Grana, The Zen Circus, e non solo. Bernardi, inoltre, ha vinto numerosi premi nazionali ed internazionali tra cui il Bit Movie (Riccione), il Jazz Bit di Turku (Finlandia) nel 1994 e il Foreign Animation Silver Award al 13th Shanghai Television Film Festival nel 2006. Mercurio ha inoltre vinto, nel 2018, il primo premio come miglior corto animato ad Animahix, Imaginaria e Animaevka.

Su SA trovate la recensione di Inumani, l’ultimo noto album della formazione, che è stato recensito su queste pagine da Luca Roncoroni.

La band post-punk inglese Shame ha pubblicato il video relativo alla opening track dell’album Songs of Praise, uscito a gennaio di quest’anno. Il brano Dust on Trial è accompagnato da un clip firmato Bison, che propone un canovaccio classico dei teen horror movie: una giovane coppia si reca in una casa di campagna, ma le vicende prendono ben presto una brutta e inaspettata piega. La recensione del disco è stata curata da Riccardo Zagaglia.

A seguito delle recenti collaborazioni con Soccer Mommy e Perturbator, i californiani HEALTH hanno annunciato il loro nuovo disco VOL.4 :: SLAVES OF FEAR indicando come data di pubblicazione l’8 febbraio 2019, via Loma Vista. Nella medesima occasione hanno rilasciato il primo singolo estratto SLAVES OF FEAR, un’ansiogena e cupa sferzata sonora. Il singolo è accompagnato da un frenetico video, diretto da Zev Deans, dove assistiamo a un rabbioso raid militare, intervallato da frame confusi e invadenti bagliori.

Altissimi livelli di intensità nel video di La Dispute relativo ai due brani Rose Quartz e Fulton Street I. Si tratta delle tracce d’apertura (la prima è un’intro strumentale) dell’album Panorama, in uscita il 22 marzo 2019. La band del Michigan crea climax emozionali esaltati ulteriormente dalle immagini del clip, realizzate e animate da Sarah Schmidt: protagonista è un cerbiatto, che nell’infinito gioco della natura sospeso fra vita e morte, entra violentemente in contatto col mondo degli umani.

Non uno, ma due pezzi sono contenuti nel nuovo video dei Terror, band fra le più stimate in ambito hardcore. In Spite of These Times e One More Enemy sono rispettivamente la sesta e la quarta traccia di Total Retaliation, album uscito il 28 settembre 2018 via Pure Noise, settimo per la band californiana nata nel 2002. Nell’unico video i due clip sono ben distinti: nel primo Scott Vogel e compagni vagano per Los Angeles, mostrando le contraddizioni di una nazione in cui la miseria è appena dietro l’angolo rispetto all’opulenza ostentata. La denuncia sociale e politica sta alla base del messaggio dei Terror, che nella seconda parte si mostrano in un classico ed energico video HC in bianco e nero.

L’hardcore band di Baltimora Turnstile ha pubblicato il quarto video relativo a brani estratti da Time & Space, acclamato album risalente al 23 febbraio 2018. Stavolta è il turno della canzone di chiusura – che dà il titolo all’album – unita all’interludio Disco. Il clip diretto da Atiba Jefferson si suddivide dunque in due fasi ben distinte, una piuttosto insolita di attesa e l’altra composta da spezzoni filmati durante i live della band; in particolare, viene creato un originale e divertente effetto mostrando al contrario scene di stage diving anche piuttosto estremi.

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