Flow #127 – Battito di ali

La nostra selezione dei video che hanno caratterizzato la settimana conta dodici clip, ognuno dei quali ha avuto un impatto significativo a livello mediatico o anche solo nella propria nicchia di riferimento.

In apertura, ma non per questo il migliore, l’ultimo video di James Blake.

Diretto da Diana Kunst e Mau Morgó, che hanno conferito alla produzione una patina rétro, Barefoot In The Park è il videoclip associato all’omonimo brano di James Blake. Presente nel clip, come nella canzone, la featurer Rosalía, con la quale il “destino” del producer si intreccerà (…alla fine del clip).

L’album di riferimento è Assume Form, quarto lavoro del produttore britannico pubblicato il 18 gennaio 2019, recensito su queste pagine da Gabriele Marino («Qui bisogna partire sì dall’analisi ma arrivare alla sintesi, e il succo è che James c’è ancora e soprattutto c’è di nuovo»). Si tratta del secondo clip estratto dal disco dopo Mile High con feat di Travis Scott.

Scott, la sopracitata Rosalía, Moses Sumney e Metro Boomin (anche in co-produzione) sono gli ospiti che Blake ha voluto con sé per l’album. Per il trapper e il produttore si tratta della terza collaborazione: quest’ultimo compare nei brani The Ends e Stop Trying To Be God contenuti nella produzione del primo. Su SA trovate anche la recensione dell’album della cantante spagnola pubblicato lo scorso anno, EL MAL QUERER.

Hungry Child è il videoclip che accompagna l’omonimo primo singolo estratto dal settimo album degli Hot Chip.

Registrato tra Parigi e Londra, A Bath Full of Ecstasy vede la band (Owen Clarke, Al Doyle Joe Goddard, Felix Martin e Alexis Taylor) aprirsi ad un processo di scrittura avventuroso e collaborativo, scegliendo di lavorare per la prima volta con produttori esterni: Philippe Zdar, il maestro francese che ha modellato il sound di Cassius e Phoenix, e Rodaidh McDonald, lo scozzese che ha collaborato con The XX, David Byrne e Sampha, tra gli altri.

Pubblicato il 4 aprile 2019, Light Years è il secondo estratto dall’album dei National I Am Easy To Find. Diretto da Mike Mills (20th Century Women, Beginners), il clip rappresenta il primo assaggio del cortometraggio associato al disco (per i cui dettagli vi rimandiamo alla pagina dedicata).

Su SA potete approfondire ognuno degli album sopracitati in un ampio speciale, oltre che rileggervi la recensione – sempre a cura di Fernando Rennis – del sopracitato Sleep Well Beast. Tra le recenti novità riguardanti il mondo National: un brano scritto per il Thanksgiving Day, una birra, il side project Big Red Machine e un festival, nonché una piattaforma di streaming, che ha visto attivi gli infaticabili fratelli Aaron e Bryce Dessner.

Estratto dal debut album WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?, Bad Guy è il videoclip di Billie Eilish diretto da Dave Meyers relativo a uno dei singoli presenti in tracklist. Il clip, una sequenza di colorate interne e esterne che la vedono protagonista in situazioni random/surreali, esce quasi contemporaneamente alla sua comparsata al Jimmy Kimmel Live!, dove ha eseguito il brano bury a friend.

L’atteso album d’esordio è uscito il 29 marzo 2019, dopo che una fortunata serie di singoli gli aveva aperto la strada (when the party’s over, bury a friende you should see me in a crown). Senza girarci troppo attorno, negli Stati Uniti soprattutto Billie era attesa come la vera rivelazione pop dell’anno, con tutto un dibattito social a dividersi sulla genuinità del personaggio. Il suo – ma sarebbe meglio dire il suo e quello del sodale fratello – è uno stile che unisce un immaginario un po’ Avril Lavigne e un po’ Cara Delevingne, quando a livello canoro potremmo vederla come un anello di congiunzione tra un manipolo di cantanti che negli anni sono diventate punto di riferimento per migliaia di wannabe: da Britney Spears a Taylor Swift, da Tori Amos a Lorde, il tutto aggiornato a una moderna produzione elettronicamente Hip Hop, con bassi profondi e sincopi al seguito stile Reputation. Non è una proposta né teen-oriented né originalissima, ma il suo viso – nonché il personaggio totalmente 90s – come direbbero i talent scout “buca lo schermo”.

Way to the Show è la quarta traccia di When I Get Home, album di Solange uscito il 1 marzo 2019. Si tratta di una canzone che intende omaggiare la street culture della città natale della sorella di Beyoncé, Houston, che però non trova spazio nel video diretto dalla stessa Solange. Le immagini sono infatti incentrate sulla fisicità della Knowles, esaltata dalle penombre in contesti da rivista patinata. Un video che non affonda il colpo proprio come l’atteso album, definito “irrisolto e spesso soporifero” dal nostro Luca Roncoroni nella recensione disponibile sul sito.

Il nuovo video di Anderson .Paak è relativo al brano Make It Better, che conta il featuring di Smokey Robinson. Si tratta di un estratto da Ventura, album uscito il 12 aprile 2019, a soli cinque mesi di distanza dal precedente Oxnard (qui recensito): entrambi i dischi sono stati prodotti da Dr. Dre e creati nello stesso periodo. Il clip in questione segue l’andamento del testo, incentrato sulle contrastanti e forti emozioni che si possono vivere all’interno di una relazione, soprattutto nel momento in cui si deve cercare di riaccenderla e recuperare ciò che sembra essere andato perduto. Il video è diretto da Andy Hines.

Ecco il nuovo singolo estratto da Honey, ultimo album di Robyn, dato alle stampe il 26 ottobre 2018. Si tratta del brano Between The Lines, il cui video – girato a Ibiza nel corso della scorsa estate – è stato diretto da Cody Critcheloe (aka SSION). Il clip è ispirato, per ammissione dello stesso regista, a quello di Club Tropicana degli Wham.

La rapper di Chieti Leslie, classe ’93, esce con il singolo Dammi Corda. Il classico immaginario del “mondo rap” viene immortalato da Mattia Biancardi alla regia, che mostra Leslie in vari spazi, dalla camera d’albergo al Mc Donald’s (dove peraltro realmente lavora) o sdraiata sul pavimento attorniata da farmaci e bilancino.

Dopo l’EP Chiquito e la recente firma con la Interscope, Cuco torna con un nuovo brano estratto dal suo album di debutto, del quale si sa ancora poco o nulla. Si intitola Hydrocodone, riferendosi ovviamente all’oppiaceo, ma parla di una delusione d’amore. Il lyric video, diretto da Acidbum (aka Giovanni Rosas), evoca perfettamente con la sfocatura e le tinte viola il mood del pezzo.

In attesa dell’album di debutto SEXORCISM, ancora senza una data di uscita ufficiale, Brooke Candy pubblica il video (NSFW, se si vuole) per il primo singolo Happy. La regia è affidata a Rankin, che mette in risalto la passione per il bondage dell’artista, ritratta a letto con tanto di gag ball o legata ad una sorta di ragnatela.

Coscienza di sé è la title track dell’album con lo stesso titolo firmato da ?Alos e Xabier Iriondo (Afterhours) e in uscita il 12 aprile 2019. L’album è dedicato alla femminista anarchica Emma Goldman, mentre il video del brano è stato diretto da Barnaba Ponchielli.

«Abbiamo iniziato a registrare i pezzi nel 2018 – sottolineano i musicisti – quando il femminismo stava riprendendo linfa vitale, anche grazie al movimento Non Una di Meno. Tutto, poi, è giunto a maturazione. Parecchie persone, incluse molte giovani femministe, non sanno neppure chi sia Emma Goldman. Ecco perché la sua figura deve essere assolutamente valorizzata. I concetti gridati dalla Goldman, cento anni fa, non sono mai stati così attuali. Crediamo che in questo momento storico sia ancora più importante che nella musica si torni a parlare di politica».

I Terror, band hardcore tra le più titolate, pubblicano il video di Mental Demolition, estratto da Total Retaliation dopo il video di In Spite of These Times / One More Enemy. Nel clip si possono vedere due momenti distinti: rinchiuso in una stanza, un uomo fa i conti con se stesso e la sua sanità mentale, cercando in tutti i modi di evadere; nel resto, un collage di momenti e situazioni disastrose, tra insetti, incidenti, fiamme e operazioni chirurgiche, che probabilmente hanno minato l’integrità del “prigioniero”.

Leggi tutto
Precedente
Chords. Intervista a Ellen Arkbro Ellen Arkbro - Chords. Intervista a Ellen Arkbro
Successivo
Achille Lauro: ceci n’est pas du rock Achille Lauro - Achille Lauro: ceci n’est pas du rock

recensione

recensione

recensione

recensione

artista

artista

artista

artista

artista

Altre notizie suggerite