Flow #61 – Com’era verde la mia valle

Questo Flow si apre con un brano che sa di ripresa del potere, di riscatto sociale: è The Doomed, prima traccia di un album (previsto per il 2018) del quale ancora non si conosce il titolo degli A Perfect Circle, il supergruppo capitanato da Billy Howerdel e Maynard James dei Tool, che tornano a farsi sentire dopo circa tredici anni dal loro Emotive. Il video, rigorosamente in bianco e nero, vede alternarsi i primi piani dei componenti della band in un misto di rassegnazione e ferma consapevolezza. Fresca di compleanno, la cinquantaduenne stella islandese Björk pubblica il secondo estratto da Utopia, Blissing Me, dopo The Gate. L’eclettica artista, in abito di tulle azzurro, meno “estremo” rispetto alle solite mise, danza minimalmente su sfondo bianco mimando le emozioni che prova cantando una canzone d’innamoramento tra nerd (la recensione dell’album su queste pagine è firmata da Massimo Padalino). Di tutt’altro impatto visivo è Pleader degli Alt-J, traccia di chiusura dal tono orchestrale presa dal loro ultimo lavoro Relaxer (del quale potete leggere qui la recensione di Fernando Rennis). Si tratta di un vero e proprio corto diretto da Isaiah Seret, ispirato dal romanzo di Richard Llewellyn e dal conseguente omonimo film con protagonista John Ford, Com’era verde la mia valle, ambientato in Galles, dove una famiglia in un villaggio di minatori spera in un futuro migliore per il proprio figlio appena nato.

Si passa poi a un video prettamente invernale, con Dardust, in arte Dario Faini, progetto italiano strumentale che combina il classico pianoforte con l’elettronica del Nord Europa. Il visual di Pietro Cardarelli sposa A Morgun, traccia presente sull’album Birth (qui la recensione di Daniele Rigoli), qui però con il remix di IISO. In una giungla indonesiana fatta di rovine di uno zoo abbandonato, l’artista e performer sufi Tebo Aumbara danza sul connubio musicale che vede Demonology HiFi e Populous unirsi in Realismo Magico, brano presente nell’album di debutto Inner Vox dal sapore esotico e tribale (qui la recensione di Elena Raugei). A continuare la danza pensano gli Smerz, duo sperimentale norvegese, che in Half Life (singolo ancora senza un album), riprende varie sessioni di ballo, per un pezzo intriso di percussioni ad alimentare la tensione. L’atmosfera è quasi da videogioco, e i neon e la nebbia fumosa fanno da padroni. Sono questi gli ingredienti di Raingurl, singolo di spicco di Yaeji, artista coreana e americana all’attivo con EP2, interessante lavoro uscito per Godmode. Alla regia la stessa Yaeji che, con l’aiuto di Enayet Kabir, entra in una stanza armata di ombrello di plastica trasparente in tutta tranquillità, per poi scatenarsi assieme ai suoi amici a ritmo di dancehall.

Si espandono i territori electro con la nuova traccia pubblicata da Kavern, producer di Chicago che si autodefinisce “Prince of Synth” e che abita il folto underground di Soundcloud. Il pezzo in questione si intitola Prophets e porta con sé morbide sonorità chillstep che affondano nel vapor-twitch. Rincara la dose la ventiduenne producer austriaca Marlene Nader, in arte Mavi Phoenix, uscita in settimana col video di Janet Jackson. Un pezzo urban rap dalle atmosfere sintetiche e sognanti, avvolgente e catchy, accompagnato da un videoclip attento al glamour e agli stilemi da fashion magazine. La bionda Mavi, immersa in colori tenui, è essa stessa protagonista delle immagini curate da Nils Müller. Toni distesi anche nel nuovo video di Toro Y Moi che, a quattro mesi dalla pubblicazione dell’album Boo Boo, ha pubblicato il clip relativo a No Show. «This song is about how patterns can change», dice a tal proposito lo stesso Chaz, al centro di un clip che fonde le vibrazioni dei precedenti Girl Like You e You and I. Al termine della traccia il video prosegue sulle note di Be, hidden track in cui risuona la voce di Madeline Kenney. Potete trovare sulle nostre colonne la recensione dell’album a firma di Edoardo Bridda.

È poi il momento di tornare in Italia con i bresciani Intercity, che appaiono nuovamente a due anni di distanza dall’album Amur col video di Zenith. Si tratta di un estratto dal doppio album Laguna, che sarà pubblicato in due capitoli nella primavera e nell’estate 2018. Questa cavalcata pop-space è arricchita dal piano sequenza del clip diretto dal bassista Paolo “Mellory” Comini e interpretato da Alessia Grazioli. Si sta facendo conoscere, pur rimanendo nascosto in un alone di mistero, il duo di Montelupo Fiorentino noto come Il Mago. L’inclinazione verso la simbologia, la numerologia e la criptica del sistema di codifica Unicode rende questo progetto – musicalmente orientato su un originale mix di dance e cantautorato generazionale – ancora più curioso e interessante nell’insieme. Nel video prodotto da Veeleeno Home Video, la ballerina Arianna Innocenti si muove solitaria lungo una strada buia e in una realtà aumentata, travisata come usano fare gli stessi componenti della band. Il 13 di questo mese è stato pubblicato l’EP Sigillo, da cui è tratta questa traccia, intitolata proprio Il Mago.

La nu gaze dei Gleemer riporta le chitarre nella playlist, con il sound etereo che contraddistingue Come Down. Questo brano è incluso nell’album Anymore, uscito il 17 novembre via Other People Records. Il clip propone caratteristiche coerenti con quelle che hanno sempre segnato i video della band del Colorado: particolari della natura selvaggia o tipica dei bordi della civiltà dominano, a discapito di una marginale presenza umana. Si resta immersi nella natura con i Movements e il video di Daylily. Lo scorso ottobre la emo-rock band californiana ha lanciato il proprio debut album Feel Something, che le ha fatto guadagnare un posto nella Billboard’s Top New Artist Chart. Il clip di questo estratto descrive in stop-motion una ragazza in un bosco, non casualmente rispetto a ciò che la canzone racconta: il cantante Patrick Miranda afferma infatti che il brano è nato in seguito all’esperienza della sua attuale ragazza con la depressione. A distanza di due anni i mantovani Bee Bee Sea tornano all’attivo pubblicando Sonic Boomerang, secondo album della band anticipato qualche settimana fa dal brano D.I. Why why why, di cui nei giorni scorsi è stato pubblicato il video: una sequenza di sovrapposizioni dal taglio lo-fi, in linea con la verve energica del garage rock proposto dalla band. Mentre tutto l’universo dell’indie italico si stava concentrando con una eccessiva attenzione per la Legge di Murphy, qualcuno ha voluto ribadire che l’unica legge che conta è La legge del più forte, titolo omonimo del nuovo inedito di Tedua, esibendosi in un serrato drill che va a segno come una serie di diretti in un incontro di boxe. Il brano prodotto da Chris Nolan è accompagnato da un clip diretto da Federico Merlo nel quale si alternano riprese da video-diary infarcite di glitch e girati in studio dall’atmosfera tropicale. Non ci spostiamo di molto e rimaniamo a Calvairate con Rkomi e Marracash e il suggestivo e malinconico video di Milano Bachata; la regia di Martina Pastori è d’immediato riconoscimento e ritrae uno scorcio surreale di una metropoli industriale con lente e morbide riprese, seguite da inquadrature simmetriche tinte da un bianco e nero opaco di cui il contrasto è quasi impercettibile. Il brano è tratto dal Io in terra, secondo lavoro del giovane rapper milanese, di cui potete leggere la recensione scritta per noi da Luca Roncoroni.

Dal grigiore della città ai colori pompati di Perplexing Pegasus, video (e brano) inedito del duo Rae Sremmurd, la cui scena di apertura rimane emblematica ed esemplificativa per tutto il resto del clip: una statua di Pegaso circondata da fiches e pillole; successivamente il clip mantiene una frequenza di cambioscena serrata, tra lipsynch, ballerine e inserti di computer grafica iper saturi. Sempre sullo stesso stile visivo il video di Familia della RRR Mob, che ospita Guè Pequeno, mentore assoluto per la nuova leva. Colori accesi, ma contrastati dalle tinte scure e ombre che danno risalto alla parte più gangsta del brano, senza lasciare da parte il forte spirito di aggregazione che lega la gang. Un cambio netto di genere in chiusura con i SECT, superband straight edge che annovera membri di Catharsis, Earth Crisis e un insospettabile Andy Hurley dei Fall Out Boy. Estratto del loro secondo album No Cure for Death in uscita venerdì 24 per Southern Lord, Stripes è una una bomba a mano il cui boato si dipana per un minuto e mezzo di caos sonoro.

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