Flow

Flow #65 – Parenti serpenti

Seppur circondati dalle pacchiane musichette natalizie dobbiamo ammettere che la settimana ha regalato più spunti positivi del previsto, in un periodo dell’anno solitamente parco di nuove pregevoli uscite. Una volta scansati i “musipanettoni” (comunque meno appariscenti e invadenti degli anni passati) c’è tanto altro a cui prestare attenzione: Calcutta è certamente un personaggio che la catalizza, nel bene e nel male, e che in ogni caso rappresenta un nuovo prototipo di cantautore italiano, il quale ha scelto proprio il periodo delle feste per battere un colpo dopo la sbornia di Mainstream. L’atteso nuovo video, anticipato da una strategia di marketing fatta di cartelloni affissi lungo le strade, è relativo al singolo Orgasmo ed è stato diretto da Francesco Lettieri. Qui sono descritte le vite di una ragazza e un ragazzo, solitari nella vastità della metropoli, ma destinati ad incontrarsi fatalmente, mentre Edoardo D’Erme conferma appieno il proprio stile cantautorale decisamente in voga in attesa di notizie sul prossimo album.

Si passa poi a paesaggi tipicamente californiani con 90210 e l’indie pop di Dent May, musicista originario del Mississippi che nel videoclip sfoggia un classico completo bianco con ciabatte abbinate. Lo stile ironico del video riflette la beffa che Dent May conduce nei confronti della vita dorata e ultraborghese tipica di Beverly Hills. Egli stesso viene sottoposto a chirurgia estetica durante il video, nel quale viene esasperata la decadenza insita nelle microsocietà ricchissime e annoiate fino al ridicolo. Il pezzo è tratto da Across the Multiverse, uscito in estate via Carpark Records.

Seguono diciassette minuti in compagnia dello short film realizzato dai Phoenix, organizzato come un talk show fittizio durante il quale la band viene intervistata ed esegue J-Boy, Ti Amo e Goodbye Soleil. Il concept dell’album Ti Amo, uscito a giugno e qui recensito, è il romanticismo italiano, tanto che il programma TV del cortometraggio viene trasmesso su un fantomatico Canale 4 della televisione nostrana, in qualche momento durante gli anni ‘80. I quattro parlano delle loro origini italiane, di come hanno iniziato a suonare e chi di loro sia il più romantico, il tutto circondati da un alone di ironia.

Il nuovo video dei Blue Hawaii è invece un diario di viaggio, fatto di riprese amatoriali che concedono un’aura languida e sentimentale all’insieme. Il pezzo che fa da colonna sonora si intitola Younger Heart, un estratto dall’album Tenderness, ultima uscita discografica del duo dream pop canadese per Arbutus Records. Psichedelia spinta nel nuovo video del duo tedesco Pretty Lightning, uscito lo scorso mese con l’album The Rhythm of Ooze, via Fuzz Club. Il psych-blues del brano Tangerine Steam è accompagnato da immagini astratte dai colori vividi, lisergici e dal sapore fortemente vintage.

Nuovo video anche per Vagabon, ovvero la polistrumentista Læticia Tamko. Si tratta di Cold Apartment, un racconto grafico animato da Faye Orlove dove si narra di un amore passato attraverso piccoli ma significativi dettagli e ricordi: un tubetto quasi vuoto di dentifricio Crest, Pretty Woman in VHS, una bottiglia di cabernet sauvignon. Il brano è tratto dal debut album Infinite Worlds.

I Prayers, portabandiera del movimento cholo goth, sono tornati carichi di novità dopo circa un anno di silenzio. Gli avevamo lasciati nel 2016, dopo la pubblicazione del video di Mexica per commemorare la Giornata dei Popoli Indigeni; lo scorso ottobre hanno pubblicato un mini-documentario sulla loro collaborazione con i Christian Death, band fondamentale, che è anche una grande fonte di ispirazione in particolar modo per Leafar Seyer. A seguito del documentario è stato pubblicato Baptism Of Thieves, secondo album (il primo con il supporto di una major come BMG), dal quale è stato estratto il primo singolo Edge Of The Blade, brano accompagnato da un video surreale in bianco e nero diretto da Patrick Wilcox. Le immagini riescono come al solito a mantenere in equilibrio l’estetica gangsta con elementi esoterici, tra simbologia religiosa e riferimenti goth, amplificando il messaggio di protesta cantato da Sayer, il quale accusa l’attuale sistema americano di marginalizzare il popolo messicano e sudamericano.

Spostandoci di continente incontriamo The Bug che assieme al collaboratore di lunga data Flowdan, ha rilasciato il video di Bad, traccia di apertura del singolo Bad / Get Out The Way pubblicato a novembre da Ninja Tune. Nel video diretto da Vasilisa Forbes, Flowdan armato di un potente ghettoblaster attraversa le strade della parte est della capitale britannica, ovvero il luogo dove è cresciuto, cercando di scatenare una guerra sonora a colpi di beat e decibel. Un video creato a misura del protagonista, che segue la sua fase di crescita ed evolutiva, ma al contempo ci fa percepire Londra come un luogo claustrofobico: una sensazione è amplificata dall’uso del bianco e nero.

I Lotus Eater vengono da Glasgow e suonano un potente mix tra metalcore e djent, binario, sulla scia dei capostipiti Emmure. In previsione del prossimo tour hanno rilasciato il video di Gloom, brano estratto dall’EP omonimo, mentre il clip è costituito da una caotica e disturbata inquadratura fissa sul cantante, alternata da stroboscopici frame con figure in penombra e close-up di insetti.  

Dalle profondità di Soundcloud, sempre ricche di rarità e sonorità singolari, emerge Jason Alessi, musicista proveniente dalla remota provincia newyorchese. Esteticamente riconducibile a un Lil Peep in fissa con Naruto, la sua trap verte verso sonorità oscure, con palesi influenze metal, sulla scia di Ghostmane. L’inedito Self Sacrifice è accompagnato da un clip casalingo, pieno di effetti glitch amatoriali, che lo rende un interessante lavoro sincero e genuino.

Contro ogni previsione ipotizzata dai fan, i Run The Jewels non hanno pubblicato un nuovo album, bensì il video di Call Ticketron, brano estratto dal fortunato RTJ3. Diretto da Brad e Brian Palmer è un chiaro omaggio alla fantascienza degli anni ‘90; tra piani sequenza e colorate luci al neon, El-P e Killer Mike sono testimoni della distruzione di Manhattan da parte di una tarantola gigante, mentre un’astronave sorvola la città. Nella trasmissione televisiva in apertura del clip appare un numero telefonico d’emergenza realmente raggiungibile, che però non fornisce altro che frammenti dell’audio del video.

Dallo Sci-Fi passiamo alle serie televisive, infatti è stato proprio in Gomorra – per l’esattezza nella decima puntata della terza serie – che ha fatto il suo esordio il brano Surdat di Livio Cori. Su di lui indiscrezioni in merito all’identità, dato che si pensava fosse la voce dietro il progetto di Liberato, ma il modo di cantare di Livio è molto più incline al neomelodico tradizionale, adagiato su un base trap dalle atmosfere quasi trip-hop. Il video diretto dal fotografo Matteo Linguiti è un breve spaccato gomorriano in bianco e nero, enfatizzato da un slowmotion e primi piani che ne aumentano la drammaticità.

Dalle atmosfere in bianco e nero si passa a quelle più estreme con il banger del progetto di The Night Skinny: Pezzi (recensito qui da Luca Roncoroni). È la traccia omonima a dare la spinta all’intero disco, che qui vede la presenza di un peso massimo del rap, Guè Pequeno, e di una giovane leva, Rkomi. Il video diretto da NoText vede i due rinchiusi in una cosiddetta “cucineria”, tra videogiochi, pizza, sigarette e ragazze seminude (adeguatamente censurate), per poi spostare l’azione in una sala slot per la strofa del rapper di Calvairate.

Torna prepotentemente il collettivo texano Brockhampton con ancora Kevin Abstract a dirigere il video di Boogie, estratto dall’album Saturation III, uscito il 15 dicembre e terzo lavoro in un solo anno. Il concept del clip è semplice: dopo l’ingestione di una bibita al Blue Raspberry, i nostri si trasformano in esseri dalla pelle blu, terrorizzando gli esercizi pubblici del posto a suon di rapine.

Incompleti è il nuovo singolo prodotto da Big Fish di LowLow, rapper romano che risponde al nome di Giulio Elia Sabatello, uscito a gennaio con l’album Redenzione. La regia dei The Astronauts ambienta il visual all’interno di un american diner, dove LowLow è seduto ad un tavolo con la sua ragazza; si sposta in bagno ad urlare davanti allo specchio, per poi uscire e non ritrovarla.

Un altro rapper qui presente è Benjamin Laub, in arte Grieves, da Chicago, Illinois. A-Okay è un pezzo estratto dal suo lavoro Running Wild, pubblicato lo scorso 25 agosto, dove si vede Grieves nelle vesti di arbitro, di autista di limousine e di barista attorno al personaggio principale: un ragazzo che non riesce a divertirsi con la compagnia che ha attorno, che sia in palestra, al bar o in bici.

In chiusura di Flow troviamo Little Destroyer che presenta un pezzo che è un po’ il suo manifesto: Little Destroyer, appunto. Diretto da Connor McGuire ed estratto dall’EP Strange Future, di prossima pubblicazione, vede la vocalist del trio girare per una città deserta a suon di glitch, cantando e chiedendosi dove andrà stanotte a far danni.