Flow #95 – Il mondo capovolto

In un attimo il mondo si può stravolgere così tanto da capovolgersi come un’auto impazzita; le persone che lo vivono si illudono di poter controllare il caos che lo domina, costruendo a fatica una felicità destinata a svanire. Sembra quasi che sia stato Giacomo Leopardi a scrivere la sceneggiatura del video relativo a My Life, nuovo singolo del producer Steven Zhu realizzato in collaborazione con gli australiani Tame Impala. Il pessimismo cosmico legato alla natura avversa prende forma nelle immagini di questo notevole clip diretto da American Millennial ed Elliott Sellers, la cui scena iniziale è la tragica conclusione del lungo flashback che la segue. La struggente storia di quattro ragazzi ha come protagonista Willow Smith (figlia di Will e Jada Pinkett Smith), la quale vede la propria giovinezza, il proprio amore ed i relativi sogni dissolversi in maniera beffarda e insensata, al canto di «Let me live my life».

Un improvviso salto indietro fino agli anni ‘70 col nuovo video degli Arctic Monkeys e la loro Tranquility Base Hotel & Casino, canzone contenuta nel sesto album della band, uscito lo scorso 11 maggio. Lo stesso frontman Alex Turner è il personaggio principale del clip firmato Aaron Brown e Ben Chappell, i quali hanno dato un tocco retrofuturistico e noir alle immagini, che a loro volta trasportano in un malinconico e desolato casino. Tranquility Base è il nome del sito del primo sbarco sulla luna, anch’essa rappresentata nel clip. Sulle nostre colonne è presente la recensione dell’album, ad opera di Davide Cantire.

The Decemberists hanno pubblicato in settimana il video della opening track di I’ll Be Your Girl, album uscito lo scorso marzo e qui recensito da Marco Boscolo. Once in My Life è una canzone che intende racchiudere sentimenti universali, resi però nel video a partire da una situazione personale: protagonista delle immagini è infatti Jacob, fratello del frontman Colin Meloy, un gigante di due metri affetto da un disturbo che lo porta ad avere comportamenti fuori dalla norma, come ballare per strada. Nel clip diretto da Autumn de Wilde egli incarna colui che si scrolla di dosso i vincoli di un mondo conformista e giudicante, lo stesso che Colin teme essere nei confronti di suo figlio Hank, affetto da autismo.

Il nuovo video di Frankie Cosmos è relativo a Duet, brano estratto dall’album Vessel. Il duetto del titolo è reso nel clip dalla regista Eliza Doyle come un’allucinazione; infatti Greta (vero nome di Frankie) immagina di rianimare veramente un fantoccio durante un corso di pronto soccorso e di trascorrere con lui una piacevole giornata degna di una coppia felice e spensierata. Sul nostro sito potete trovare la recensione dell’album, curata da Carmine Vitale.

Un fredda perturbazione soffia dal Vermont, preannunciando quello che sembra essere un inconfondibile ed oscuro scenario pre-apocalittico: una rappresentazione visiva ad hoc per Rejecter, ultimo singolo estratto da Reaper del pioniere dell’emo-trap Nothing, nowhere. Nel clip lo vediamo aggirarsi in luoghi desolati e bui, in un’altra dimensione, stando alle parole dell’artista: «Mi sentivo come se fossi in un mondo diverso quando ho scritto questa canzone, volevo portare quel mondo alla vita, e questo è il risultato». Reaper segna il suo debutto su Fueled by Ramen, ma anche una sensibile variazione stilistica, vertendo più sul midwest emo rispetto al predecessore Ruiner.

Una cena tra amici in una casa accogliente situata in un luogo ameno, una di quelle piacevoli, intime, in cui tutto sembra perfetto. Il protagonista – Ryan Heffington – cucina assieme al suo compagno, successivamente arrivano gli invitati, tutto sembra volgere per il meglio, tranne che per Ryan. Una rivelazione da parte del protagonista scuote gli animi proprio nel momento in cui i calici di vino si incrociano, trasformando il tutto in una danza altamente emotiva. If You Need To, Keep Time On Me, questo il titolo del brano dei Fleet Foxes, è l’ultimo singolo estratto da Crack-Up – di cui potete leggere la recensione redatta da Tommaso Bonaiuti –  mentre il clip è stato diretto dallo stesso protagonista, celebre coreografo che ha diretto il video di Chandelier di Sia.

Il tempo durante l’attesa non scorre mai, classico e reale cliché di cui siamo stati tutti vittime, ma nella sala d’attesa del clip del brano Pink dei Mothers il tempo sembra scorrere in modo poco consueto. L’alternanza di immagini statiche e fluidi e calmi movimenti che inquadrano la cantante Kristine Leschper crea quasi una bolla temporale mitigata soltanto dal rapido cambiamento della luce esterna, che in un crescendo continuo volge verso la notte. Pink farà parte del secondo lavoro della band statunitense, Render Another Ugly Method, la cui data di pubblicazione è prevista per il 7 settembre via Anti-.

Il 2 novembre arriverà No Tourists, settimo album dei Prodigy di cui essi stessi hanno anticipato le sonorità pubblicando il video del primo singolo Need Some1. Il clip girato da Paco Raterta ha come punto di partenza un disagiato squat e decolla come un razzo toccando altissime vette da film d’azione: una corsa nei sobborghi di Manila, tra gang di quartiere e concerti metal: è come se stessimo guardando The Warriors con frenesia à la Crank, ma in chiave rigorosamente lo-fi, il che aumenta di non poco il valore visivo.

Domenic Palermo e soci, aka Nothing, hanno pubblicato il video di Blue Line Baby, dall’album Dance On The Blacktop in uscita il prossimo 24 agosto per Relapse Records. Diretta da Ricardo Rivera, la protagonista del video è una ragazza di nome Cambria che si addentra in una sorta di bosco onirico per poi immergersi nell’acqua, compiendo la tragedia dell’Ofelia shakespeariana.

C’è un qualcosa sia di Nine Inch Nails che di Marilyn Manson nel video di D(r)ead del rapper crossover Ghostemane. Con pupazzi indemoniati, serpenti, simboli esoterici, esseri enigmatici in tute di latex BDSM, gocce di sangue, sedie a rotelle e ragni che si aggirano indisturbati, con poi l’aggiunta di un Travis Barker nel suo posto preferito, sembra che non ci sia bisogno di altro per dare quella sensazione di disagio e orrore al clip.

Visioni orgiastiche e di altari sacrificali offuscate dai fumi di qualche sostanza… come dire… “particolare”, sotto gli occhi di un altero ed impassibile sacerdote che sembra evocare Last House On Dead End Street. Qui è tutto Beheaded Totem (e omonimo album) degli HHY & The Macumbas, enigmatico raggruppamento portoghese che «prosegue una lunga indagine su percussioni, ritmi circolari, strategie di dub e trombe provenienti dalle bande musicali portoghesi alimentate dall’alcol», in uscita il 28 settembre per House Of Mythology.

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