Schermaglie (interessate) sul diritto d’autore

Dopo la “vittoria” di Soundreef dello scorso ottobre, uscita assolta da una causa che la vedeva accusata di infrangere il monopolio della SIAE in merito alla raccolta dei diritti d’autore, e dopo che l’Europarlamento ha indicato – era l’inizio di luglio – alla Commissione Ue di “analizzare il potenziale impatto di un Titolo unico europeo sul diritto d’autore per tutto il territorio dell’Unione“, iniziano le manovre di riposizionamento, la pasturazione delle opinioni con messaggi più o meno diretti gettati nell’agone/acquitrino della politica, in vista di provvedimenti che anche il governo italiano sarà tenuto a prendere per disciplinare questa sempre più delicata e scottante materia.

La testata Il Fatto Quotidiano dedica da tempo particolare attenzione alla vicenda, ospitando regolarmente gli interventi dell’avvocato Guido Scorza, assistente legale di Soundreef. Lo scorso 30 luglio proprio su Il Fatto è intervenuto con una sorta di lettera aperta il presidente della SIAE (successore di Gino Paoli, dimissionario dopo le tristi vicende in cui è rimasto coinvolto) Filippo Sugar, anche Chairman&CEO del gruppo Sugar Music Spa nonché – sia detto per completezza d’informazione – figlio della nota cantante e produttrice discografica Caterina “Casco d’oro” Caselli.

Nel suo intervento, Sugar difende la presenza di SIAE come soggetto monopolista, sottolineando l’importanza di mantenere semplice l’orizzonte in cui gli autori devono muoversi per vedersi riconosciute le legittime spettanze in termini di diritto d’autore. In caso contrario, argomenta Sugar, “coloro che usufruiscono del repertorio andrebbero incontro a grosse difficoltà in quanto, anziché fare un contratto unico per l’utilizzo di tutta la musica, si vedrebbero costretti a farne diversi con entità separate, in alcuni casi persino per singole porzioni di uno stesso brano“. Sugar auspica piuttosto “un processo di aggregazione internazionale delle società degli autori in alleanze che progressivamente ne riducano il numero in Europa, semplificando l’ottenimento delle licenze paneuropee e garantendo maggiormente sia gli autori che la diversificazione culturale“.

La risposta di Scorza si è fatta attendere solo pochi giorni. In data 3 luglio infatti il legale ha ribattuto criticando non tanto il monopolio di fatto, quanto quello legale in cui la SIAE si trova ad operare, giacché “quello di fatto è il risultato di un confronto in un mercato libero nel quale un imprenditore prevale sugli altri grazie all’efficienza ed alla qualità dei propri prodotti o servizi, restando, peraltro, in una condizione che può essere messa in discussione, ogni giorno, dallo sbarco sul mercato di un concorrente più capace, quello legale – ovvero quello di cui la sua società ritiene di godere – è, al contrario, un privilegio accordato dalla legge, al di fuori delle regole del mercato“.

Possiamo quasi sorvolare su altre schermaglie, in particolare sull’affermazione di Sugar che in Europa il monopolio sarebbe il quadro operativo standard, contestata da uno Scorza che ha rammentato che le società di gestione collettiva dei diritti d’autore iscritte alla Cisac (Associazione internazionale delle collecting society) sarebbero attualmente oltre 70, “un po’ troppe per sostenere che in tutta Europa le sorelle della SIAE operano in regimi di monopolio di fatto”. Quello che più conta adesso è porre attenzione alla piega che prenderà la partita, se si tratterà di una svolta di tipo culturale, ovvero mettendo al centro gli artisti e lasciandosi alle spalle la politica del privilegio (accorciare la filiera tra raccolta e redistribuzione, rendere più snelle e flessibili le procedure, avviare progetti che accompagnino e incoraggino le novità “meritevoli”…), o soltanto di spartire prosaicamente il bottino. Passare da uno a due soggetti egemoni non garantirebbe apprezzabili cambiamenti per l’utente finale (noi appassionati e “clienti”), mentre per gli artisti – soprattutto quelli al di sotto della soglia di sopravvivenza – un duopolio, se è questo che si sta profilando, potrebbe addirittura complicare le cose. Restiamo sintonizzati.

4 Agosto 2015
4 Agosto 2015
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