Francesco Bianconi, still dal videoclip “Certi uomini”

Francesco Bianconi tra esistenzialismo e il tardo Battiato nel videoclip di “Certi Uomini”

Dopo L’Abisso Francesco Bianconi, frontman dei Baustelle, condivide Certi uomini, secondo videoclip – nonché terzo estratto se consideriamo il lead single Il Bene – dal suo atteso Forever, debut solista posticipato a metà ottobre a causa della pandemia.

Certi uomini è una canzone scritta di getto, dopo una cena in cui qualcuno dei partecipanti si chiedeva quale fosse il motore del mondo e che cosa spingesse gli esseri umani a compiere determinate azioni. È una canzone di vita, di febbricitante desiderio di vita, direi. E forse anche di ricerca di qualcosa di meno transitorio, di un’origine, di un assoluto. Musicalmente è molto semplice, e mi piace proprio perché è una folk song che si potrebbe anche cantare in strada, chitarra e voce. Come in tutto il resto del disco, anche qui ci sono gli archi del Balanescu Quartet. Il pianoforte è suonato da Thomas Bartlett (collaboratore di Saint Vincent, Antony and The Johnsons, Sufjan Stevens), mentre Amedeo Pace suona un arpeggio di chitarra elettrica dal secondo inciso in poi, Ivan Rossi il Minimoog, io la celesta e Mirco Mariani l’Ondioline
Francesco Bianconi

Diretto da Luther Blissett, e con protagonisti Enrico Nidasio e i musicisti Angelo Trabace, Mirco Mariani e Yoko Morimyo, oltre allo stesso cantante, il clip accompagna la prosa, il pathos e l’estetica  di un testo debitore verso il tardo Battiato – che tira in ballo i massimi sistemi e il punto da dove tutto inizia – con una dicotomica rappresentazione che vede un esistenzialista Nidasio da una parte e i veloci movimenti di macchina che inquadrano la band mentre esegue il pezzo dall’altra.

In uscita il 16 ottobre 2020 per BMG, Forever è stato registrato al Real World Studio di Bath e prodotto da Amedeo Pace dei Blonde Redhead. Il lavoro è stato descritto come scarno e minimale, basato sulla voce impiegata come unico elemento percussivo, il pianoforte – affidato a volte a Michele Fedrigotti, a volte a Thomas Bartlett – e gli archi del Balanescu Quartet.