Generic Animal – Scarpe #2

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Info

Dopo Sorry, la title track, 1400 e Nirvana, Scarpe #2 è il nuovo singolo estratto da Presto, terzo album in studio di Generic Animal pubblicato il 21 febbraio 2020 via La Tempesta. Scritto e arrangiato dallo stesso Luca Galizia e prodotto da Fight Pausa, il disco spazia tra sonorità trap e math rock, echi emo e post-rock, soul/r’n’b e naturalmente l’hip hop per raccontare di soldi e lavoro, amore e relazioni interpersonali: come dice la nota stampa «Generic Animal è un artista liquido con il dono naturale di trasportare la liquidità di una generazione e di una società ai piani alti della poesia».

Sequel di Scarpe #1, il brano d’apertura di Emoranger (2018), Scarpe #2 racconta la stanchezza di una relazione logorata da una routine a cui non ci si vuole arrendere. Come dichiara Generic Animal nella nota stampa, la traccia chiude un ciclo: «Ho scritto Scarpe#2 prima di Scarpe#1, non sapevo sarebbe diventata la numero 2 ma forse ne è la risposta e anche la chiusura. La chiusura di un disco, di un periodo forte della mia vita. È difficile buttare via le scarpe quando sono mezze rotte ma comunque il tuo modello preferito».

Realizzato a mano dal producer e autore indipendente milanese Marcello Mosca, il videoclip di Scarpe #2 ha nuovamente al centro l’alter ego di Generic Animal – Galizia dipinto di viola – ma in versione cartoon. Partendo dalla tranquillità della sua cameretta, elemento cardine di tutto l’album, il protagonista intraprende un viaggio attraverso «un minaccioso inferno urbano popolato da personaggi assurdi e surreali» che lo porterà poi a una sorta di «paradiso ritrovato»; tra un omaggio ad Altan e citazioni a Mordillo e Jacovitti, il video è «una favoletta “urban”, un sogno romantico e coloratissimo».

«Quando ho iniziato a lavorare al video di Scarpe #2 la prima cosa a cui ho pensato è se sarei riuscito a compiere un’impresa così grande – racconta Mosca, uno dei fondatori della giovanissima rivista di fumetti Frankenstein – più di 3 minuti in animazione tradizionale, un lavoro che richiede parecchi disegni al secondo e che avrei gestito da solo».

Su SA potete recuperare la recensione di Presto scritta dal nostro Luca Roncoroni.

di Nicola Rakdej

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