ohn frusciante brand e maya
John frusciante, foto per la stampa (2020)

John Frusciante. In anteprima nazionale il videoclip “Brand E”

Sono passati ormai sei anni dall’ultimo album solista firmato John Frusciante (erano i tempi di Enclosure, 2014). Nel frattempo, abbiamo avuto tre dischi a nome Trickfinger, il suo alter-ego elettronico, in cui il chitarrista dei Red Hot Chili Peppers si destreggiava tra sintetizzatori e drum machines: viaggi manieristi nelle terre acid di Aphex Twin, e l’amicizia con Aaron Funk – aka Venetian Snares – ha fatto il resto.

Ora John torna a pubblicare musica con il suo nome di battesimo, ma l’intingolo sonoro resta grossomodo lo stesso: dimenticatevi quindi degli amati chitarre e falsetti, ma anche delle evoluzioni vagamente prog che fecero la gioia dei fans in disconi come The Empyrean. Dalle parti di Maya – questo il titolo del nuovo parto – l’elettronica strumentale resta padrona indiscussa. Il cambio moniker è stato dettato purtroppo dalla perdita dell’amato gatto, cui il lavoro è intitolato. Come riferito dallo stesso Frusciante, «con un titolo così personale non mi sembrava giusto chiamarmi Trickfinger, perciò è un disco di John Frusciante». L’album diventa così l’occasione per celebrare il legame con l’animale, compagno fisso e fedele nelle session del musicista: «Maya è stata con me mentre facevo musica per 15 anni, perciò volevo dargli il suo nome».

Il disco, previsto per il 23 ottobre 2020, è stato anticipato dal singolo Amethblowl, dove su tinte ambientali sinistre si stratificano progressivamente le solite orge di sbarattolamenti compulsivi tanto amate da John. Ora è il momento per un ulteriore assaggio, che alza ulteriormente il tiro. Brand E si presenta con un videoclip, che trovate in anteprima su SENTIREASCOLTARE, dove per la prima volta da un bel po’ di anni a questa parte compare lo stesso Frusciante: scorci di una Los Angeles notturna e tagliata al neon, inzuppati in retaggi 80’s e conditi da una serie di effettazzi psichedelici volutamente démodé. Il brano si snoda in un continuum rapsodico che parte da delicate tinte elettroniche altezza Orbital di Never e cammina elegante verso un inacidimento progressivo e inesorabile, fino alla coda conclusiva.

Vale a dire che il supremo senso melodico di Frusciante è sempre lì, presente e palpabile, ma si sfuma scivolando sullo sfondo e lasciando le fascinazioni acid house in primo piano. È musica strictly for fun strictly for fans al contempo: fan irriducibili (come chi scrive) di una tra le menti più erratiche e geniali del mondo, e fan di un’elettronica vintage e manierista che in Planet Mu sembra aver trovato la sua casa ideale.

I più visti